La vostra bici è relegata in cantina, in attesa del bel tempo e di qualche scampagnata? Beh, tiratela fuori dal buio umido a cui è condannata e guardatela con occhi diversi. Avete tra le mani un candidato al premio Nobel, uno strumento di emancipazione per milioni di donne, la soluzione allo smog nelle città, un nuovo modo per girare il mondo. Vi sembra poco? A Fa’ la cosa giusta! la bici è tutto questo. “Una volta che si inizia a pedalare non se ne può fare più a meno. Per me è diventata una ragione di vita e di lavoro, ma è adatta a chiunque”: Paola Gianotti è una “ciclista estrema” (tra le sue imprese, c’è il giro del mondo su due pedali) ed è stata lei a portare da Milano a Oslo la candidatura della bici al premio Nobel della pace. Ha percorso più di 2mila chilometri, dal 16 al 28 gennaio, per consegnare le oltre 3mila firme che sostengono “Bike the Nobel”, iniziativa lanciata dal programma di Radio2 Caterpillar. I motivi per cui Massimo Cirri e Sara Zambotti, i conduttori del programma, ritengono che la bici siano uno strumento di pace sono molto semplici: “la bicicletta è il mezzo di spostamento più democratico a disposizione dell’umanità, non causa guerre, non inquina, fa bene al corpo e alla mente”, dicono. Ognuno di noi può partecipare a “Bike the Nobel”. La raccolta firme continua, infatti, e a Fa’ la cosa giusta! sarà possibile aderire.

“Voglio una ruota” è un documentario che racconta la bici come strumento di emancipazione delle donne. Ci sono ancora Paesi nel mondo in cui la bicicletta è vietata alle donne mentre in altri è ritenuta poco conveniente al pudore. Ma c’è chi si sta ribellando. “Voglio una ruota” raccoglie le testimonianze di donne che cambiano il mondo pedalando. Il documentario non è ancora pronto, ha bisogno di chi lo sostenga e per questo è in corso una campagna di crowdfunding. Se siete interessati cercate lo stand di Ciclopride.

A molti sembra proibitivo, ma è possibile girare il mondo in bici. Si stanno moltiplicando gli itinerari turistici su due pedali. Dalla via Francigena a percorsi più brevi, ce n’è per tutti i gusti. Lontani dagli ingorghi, si riscopre il gusto del viaggio, a una velocità umana che permette di fare incontri e contemplare paesaggi.

Pensateci bene, magari a Fa’ la cosa giusta! potete venire in bici. Troverete anche la ciclofficina Balenga: mentre vi aiutano a registrare un freno o a riparare il cambio, chiedete di raccontarvi la loro storia. Per anni hanno tenuto vivo un borgo al confine tra Milano e Corsico. Ora sono stati sfrattati e stanno cercando una nuova casa per le biciclette.

Dario Paladini, Redazione Terre di mezzo, 16.02.016