Esistono “territori resistenti” anche in città. Sembrano sempre più presenti, anche nei contesti urbani, i progetti di rete che utilizzano la cultura e la capacità creativa per azioni virtuose di rigenerazione urbana.

Raccoglieremo queste istanze nel Programma Culturale di Fa’ la cosa giusta! 2016, con appuntamenti e incontri in in cui ospiteremo le realtà che “inventano” strategie creative di sviluppo locale in funzione anti-degrado; come accade a Milano, dove il network Non Riservato si fa promotore di una sfida al passo coi tempi:

“Disconnettere le persone dal web e riportarle nelle strade”.
«Da una semplice idea per una Milano diversa, attraverso un processo partecipato che ha coinvolto 19 realtà curiose di sperimentare nuovi modelli organizzativi e di produzione, nel 2014 è stato costituito Non Riservato, un network a vocazione produttiva che raccoglie associazioni, cooperative, professionisti e imprese che promuove processi di socializzazione negli spazi pubblici di Milano per renderli accessibili a tutti (di qui il nome). Alla stesura del progetto hanno collaborato Università di Milano Bicocca e Politecnico di Milano.

Il progetto Non Riservato ha proposto un importante cambiamento di prospettiva in cui la presenza di spazi vuoti, privi di funzione e di prospettive, rappresenta una opportunità unica per la rigenerazione locale. Leggi l’articolo in versione integrale (fonte: Il Giornale delle Fondazioni)

O ancora, sempre a Milano, il progetto -unico nel suo genere, ma ben replicabile su scala anche nazionale- del nuovo Mercato Lorenteggio:

«Con l’avvento della grande distribuzione, il vecchio mercato comunale rischiava di chiudere. Poi, un bando ne ha affidato la gestione all’associazione Dynamoscopio, in partnership con la cooperativa BarAcca e l’Aps Samarcanda; la struttura ha riaperto i battenti con un progetto di rilancio del commercio di prossimità attraverso un valore aggiunto: la cultura. Così all’interno del mercato adesso c’è uno spazio in cui le signore possono lavorare all’uncinetto, prendere il tè con le amiche o in cui i giovani possono lavorare al computer. Un approccio sociale e antropologico che rappresenta una risposta sia alla marginalizzazione delle aree periferiche che alla sottoesposizione culturale delle loro popolazioni».
Leggi l’articolo in versione integrale (fonte: Corriere della Sera)

 

Sei anche tu una realtà che promuove iniziative creative di “rigenerazione urbana”? Contattaci, per portare la tua esperienza a Fa’ la cosa giusta! 2016.