L’economia “che gira”, oggi, è quella in condivisione. Si allargano sempre più gli spazi della sharing economy: si condividono spazi, competenze, trasporti, abitazioni… Questo fenomeno è visibile anche in Fiera, dove abbiamo ospitato (edizione 2015) tante e diverse realtà, pubbliche e private, piccole e grandi, attive sul territorio e sul web, come Incowo Coworking, School Raising (la prima piattaforma di crowdfunding dedicata alle scuole), BikeMi, e diversi “makerspace” come Yatta, Hubout, Share, Fablab.

Un interessante articolo di Raffaella De Santis e Alessandro Longo per La Repubblica (17 novembre 2015) evidenzia la nuova tendenza in questo campo:

“condividere libri, film, spettacoli teatrali. Insomma, anche la cultura entra a far parte della sharing economy. Tanto che il rapporto Share Italy 2015 registra una novità: su 118 piattaforme di sharing censite sul territorio nazionale, dieci riguardano il settore della cultura. Settore che nell’anno passato era completamente assente. Che cosa è successo? «La caratteristica di questi siti è che non solo facilitano l’accesso a contenuti culturali, ma anche la relazione tra persone che condividono la stessa passione », spiega Marta Mainieri, creatrice del progetto Collaboriamo.org, che ha mappato la sharing economy italiana”.

Leggi il pezzo un versione integrale a questo link.
Se sei un soggetto attivo nella sharing economy: contattaci, per essere presente con il tuo progetto nella sezione espositiva o nel programma culturale di Fa’ la cosa giusta! 2016.