In Italia scarseggia la terra ma ci sono sempre più territori abbandonati. Valli bellissime, zone collinari o di media montagna, aree periferiche fino a ieri abitate e coltivate e oggi a rischio di spopolamento:

La fotografa Silvia Camporesi ha esplorato nell’arco di un anno e mezzo tutte le venti regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati. Atlas Italiae è il risultato di questa raccolta di immagini, una mappa ideale dell’Italia che sta scomparendo (guarda la gallery pubblicata su Internazionale, 19.02.016).

Succede alle porte delle nostre città, in zone che, sulla carta, non si potrebbe definire povere, sull’Appennino parmense come su quello ligure, al Nord come al Sud. La popolazione invecchia e così si chiudono le scuole, i servizi pubblici e per le famiglie viverci è sempre più complicato. Territori resistenti è lo spazio dedicato a questi luoghi: a chi ci abita, a chi vorrebbe tornare a farlo e quindi cerca un modo per rendere questo ritorno sostenibile.

SCUOLA DEL RITORNO
La Rete del ritorno ai luoghi abbandonati e la Fondazione Nuto Revelli proporranno la “Scuola del ritorno in montagna” che ha l’obiettivo di “mettere in comune” esperienze di ritorno ai luoghi in abbandono, sperimentare un nuovo sentire condiviso che riguardi ai saperi del nostro passato, declinandoli però nel futuro. Uno scambio di saperi e pratiche concrete, per assicurare una sostenibilità anche economica a chi sceglie di restare o di tornare a vivere in territori d’abbandono. Tornare non è infatti un movimento all’indietro. Suggerisce un lavoro preliminare in avanti di natura mentale, culturale, cui educarsi. Significa rivolgere ai luoghi uno sguardo nuovo, nel senso di riguardarli e insieme di averne riguardo: tanto più in questa fase di crisi del nostro modello di sviluppo e di abbandono di intere aree del lavoro. Tornare è anche un lavoro concreto, operativo: implica valorizzare le tante esperienze già in atto di chi ha scelto (molti i giovani, tante le donne) di ritornare, votando le proprie energie a forme di produzioni economiche sostenibili, di chi (con la chiusura delle fabbriche in pianura e l’inutilità, spesso, dei titoli di studio) ha scelto di riprendere la strada della montagna. A cura di: Fondazione Nuto Revelli e Rete del ritorno ai luoghi abbandonati (Silvia Passerini e Antonella Tarpino). La resilienza, la capacità di affrontare e di adattarsi alle difficoltà è una delle caratteristiche fondamentali affinché il ritorno nei territori d’abbandono possa riuscire. Un incontro con lo psicologo Stefano Gheno verterà proprio sullo sviluppo della resilienza.

CIBOPROSSIMO
Un progetto comune per produttori, consumatori, esperti, piccole e medie imprese, negozianti e ristoratori, organizzazioni non governative, ricercatori e divulgatori. Vuole costruire una nuova logistica a partire dalla connessione di gruppi di produttori, mercati, negozi, consumatori e web. Lo scopo è sostenere un’agricoltura sostenibile che favorisca un nuovo sviluppo rurale della comunità italiana e migliorare la qualità della vita e l’alimentazione di tutti. La pi