L’ultimo giorno di scuola dei ragazzi italiani diventi il primo giorno di liberazione per i bambini siriani sfruttati nelle fabbriche tessili della Turchia. È l’appello che Arcangela Mastromarco, un’insegnante milanese, lancia ai colleghi, ai dirigenti scolastici, agli educatori, alle associazioni e a tutte le persone che operano in difesa dei diritti dei minori e dei cittadini migranti. Per questo ha organizzato per l’8 giugno un presidio presso la Camera del Lavoro a Milano, ore 18: “aspettiamo disegni, testi, poesie, testimonianze di bambini e adulti”, scrive sulla pagina Facebook che lancia l’evento. “Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi nella video-inchiesta ‘La fabbrica dei bambini‘ di Valentina Petrini e Gabriele Zagni, trasmesso da Piazzapulita su La7, quanto lo sfruttamento dei minori non sia un rischio, ma una realtà consolidata nelle fabbriche tessili in Turchia”. Una situazione inaccettabile, sia perché si tratta di sfruttamento dei bambini sia perché sono minori che fuggono da una guerra. “Non possiamo accettare che ai piccoli profughi siriani, schiavi bambini, che lavorano fino a 12 ore al giorno venga rubata l’infanzia, il diritto di andare a scuola, di giocare, disegnare, correre, stare insieme agli amici”.

“Quando ero in Siria sapevo scrivere e leggere, ora non so più come si fa” dice il piccolo Azham nella video inchiesta. “Restituiamo l’infanzia ad Azham e facciamo in modo che il sogno di diventare medico, maestra, pilota si realizzi per tutti i bambini”, scrive Arcangela Mastromarco su Facebook. “Nel frattempo vi chiedo di aderire subito alla mail bombing indirizzata all’ambasciatore turco a Roma Aydin Adnan Sezgin (ambasciata.roma@mfa.gov.tr) e al Console generale a Milano (Hami Aksoy consolato.milano@mfa.gov.tr) e a postare commenti s