Di solito porta la barba, ma dal primo di questo mese lo vediamo così: rasato e baffuto. Il nostro collega, Luca, è da sempre un attivista del Mo-vember:  da Moustache (baffi) + November (novembre), una campagna internazionale per sensibilizzare gli uomini sul carcinoma della prostata e diffondere l’importanza della diagnosi precoce e della prevenzione. L’idea nasce nel 2003 da alcuni ragazzi di Melbourne che, dopo un paio di birre, decisero di farsi crescere i baffi per imitare la moda degli anni ‘80. Per giustificare il loro nuovo look pensarono di raccogliere dei fondi in favore della ricerca contro il cancro … non immaginando che la loro idea, nata per scherzo, si sarebbe trasformata in un movimento globale.

I baffi diventano così il simbolo di quanti appoggiano l’iniziativa che, oltre alla campagna informativa sulla prevenzione e la diagnosi precoce, raccolgono fondi da destinare alla ricerca (nel nostro caso alla LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), tramite offerte volontarie e il ricavato della vendita di gadget.

Durante tutto il mese, gli uomini che aderiscono, i Mo Bro (Movember brother) sono invitati a farsi crescere i baffi (simbolo della campagna), o a indossarne di finti, diventando dei veri e propri testimonial ambulanti, per dare visibilità al tema. A Morbegno, dove Luca è volontario della campagna, hanno incominciato così quasi per caso tra amici, in 10, sei anni fa, ed oggi riescono a coinvolgere più di 500 persone.

Facciamolo anche noi: basta indossare  i “baffi”, inviare una donazione (nel nostro caso,  essendo il nostro collega Luca un attivista del “Movember in Morbegno”, li inviamo alla sezione LILT  sezione di Sondrio) e diffondere “via social” il messaggio (con la foto baffuta!).