Il Moma di New York, il più importante museo d’arte moderna d’America, risponde così al bando anti musulmani firmato dal presidente americano Donald Trump e or bloccato dai giudici federali. Esponendo nel cuore della sua collezione, al quinto piano dell’edificio, i lavori di artisti provenienti dai sette paesi colpiti, Iran, Iraq, Yemen, Somalia, Sudan, Siria e Libia. Al fianco di ogni opera, una scritta: “Questo lavoro è stato realizzato da un artista di una nazione ai cui cittadini è stato negato accesso negli Stati Uniti. La sua esposizione vuole affermare gli ideali di accoglienza e libertà, alla base della cultura di questo museo e degli Stati Uniti”.

Certo quello di stravolgere un percorso espositivo per fare spazio all’arte di maestri che oggi in America sarebbero visti come potenziali terroristi ha una forza senza pari. La forza irriverente e discreta della cultura.

(Redazione: Anna Lombardi per Repubblica.it)