Stava seduta immobile su una delle panchine dei giardinetti di via Magolfa sotto la pioggia. Ma c’è chi non è rimasto indifferente e si è fermato per aiutarla. Un incontro raccontato sulla social street e si è scoperto che già altri tentavano di aiutarla. Ne è nata così una rete di solidarietà che ha mosso anche le istituzioni. Ora Martina è ricoverata al Niguarda: “È come rinata. Cercheremo di farla restare nel quartiere, perché ha bisogno di persone che le vogliano bene”.

Intorno a lei si è creata una rete di solidarietà, grazie a un gruppo di cittadini che non si voltano dall’altra parte di fronte alla sofferenza e alla social street “San Gottardo Meda Montegani”, che con il tam tam digitale ha innescano una mobilitazione per aiutarla. “Un giorno, a fine ottobre, mentre passavo per via Magolfa ho notato questa donna seduta sulla panchina, fradicia per la pioggia che tremava come una foglia -racconta Francesca Baccani, chef che abita poco distante-. Ho chiamato il 118 e mi hanno risposto di chiederle se aveva bisogno di un’ambulanza. Lei mi ha detto: ‘No grazie. Mi basterebbe un caffé caldo’. Quella sera le ho portato una zuppa e delle bevande calde. Ho poi scritto sulla social street di questo mio incontro e ho scoperto che tanti la conoscevano, che avevano tentato più volte di aiutarla. Ma, soprattutto, molti spontaneamente sono andati nei giorni successivi a offrirle bevande calde, coperte, vestiti”. Il problema, però, è che Martina non voleva schiodarsi da quella panchina. C’è chi era disposto a pagarle l’affitto di una casa. Spesso rifiutava gli aiuti. “Sempre gentilissima, ma era come sprofondata in un gorgo dal quale non riusciva a risalire -aggiunge Francesca-. A un certo punto aveva un piccione morto sulla spalla ma non voleva che glielo togliessimo”.

Mentre ogni giorno c’era qualcuno che andava a trovare Martina ai giardinetti, è cominciato anche il pressing sui servizi sociali e sulla Polizia locale del