Il Banco Alimentare celebra i tre decenni di impegno con una mostra fotografica a Milano in piazza del Duomo (lato Rinascente). Gli scatti in bianco e nero di Enrico Genovesi, insieme ad alcune foto amatoriali, raccontano la vita quotidiana del Banco Alimentare, che dal 1989 recupera eccedenze dalla filiera- agroalimentare per ridistribuirle a circa 7.500 organizzazioni che offrono aiuti alimentari a oltre 1,5 milioni di persone in difficoltà, di cui oltre 73.500 nella città di Milano. Trent’anni in cui anche la povertà ha cambiato volto.

Racconta Giovanni Bruno, presidente del Banco Alimentare:

“Oggi in fila per un pasto o per un pacco di cibo ci sono ancora i senza dimora, ma sempre di più famiglie con bambini, disoccupati, anziani. Sono persone che si sforzano di mantenere una parvenza di normalità, cercano di vestirsi sempre bene. Ma magari mangiano una volta sola al giorno. È il povero della porta accanto, che non si vede. Ricordiamoci che a Milano ci sono circa 20mila bambini che hanno come unico pasto regolare quello che consumano a scuola. Colazione e cena sono invece arrangiati in qualche modo”.

Nel 2018 il Banco Alimentare ha raccolto 90.411 tonnellate di cibo, che
altrimenti sarebbe andato al macero. Cibo buono, che ha quindi sfamato chi è in difficoltà. Nel 2016 il Parlamento ha approvato la cosiddetta Legge Gadda (la n. 166), per incentivare e semplificare la donazione di cibo da parte della filiera dell’agroindustria. Una legge antispreco che ha dato buoni frutti. Negli ultimi due anni il Banco Alimentare ha avuto un incremento del 36% del volume di cibo raccolto con i supermercati e del 27% dei numero dei punti vendita della grande distribuzione, passati dai 1.030 del 2017 ai 1.515 del 2018, che si sono organizzati per poter distribuire al volontariato le eccedenze, mantenendo la qualità dei prodotti. “Certo c’è ancora un ampio margine per aumentare la raccolta, ancora molto cibo viene buttato –