Con grande eleganza e scioltezza scivola veloce sull’acqua, fa lo slalom tra le boe e gira su se stesso. Guardi le sue evoluzioni e lo sci nautico sembra uno sport rilassante. Viene voglia di indossare tuta e sci per lasciarsi trainare dal motoscafo. Daniele Cassioli, classe 1986, ha vinto (finora) 22 medaglie d’oro ai campionati mondiali, 25 a quelli europei e 35 agli italiani. È cieco dalla nascita e per questo enorme medagliere è considerato uno dei più grandi campioni di sci nautico paralimpico di tutti i tempi. Fisioterapista e formatore, da due anni gira scuole e palestre per incontrare bambini e adolescenti.

“A loro dico: le medaglie non le ho comprate su Amazon, in campo non vanno i profili Instagram, ma le persone. Lo sport ci costringe a metterci in gioco, con il corpo, con la mente e con tutto il nostro modo d’essere”.

Con l‘associazione Sestero onlus Daniele allena in alcune palestre del varesotto bambini ciechi o ipovedenti.

“Giocare, correre, saltare, rotolarsi: per questi bambini non sono azioni quotidiane o scontate. Fanno magari tanta terapia, ma giocano poco e soprattutto difficilmente fanno sport. Gli adulti hanno paura che si facciano male. Ma è un problema, perché è da bambini che si impara a muoversi nello spazio, a coordinare i movimenti del corpo. Non sarei oggi un campione se non avessi fatto sport fin da piccolo. Ovviamente non è importante diventare campioni, l’importante è fare sport: ossia divertirsi, muoversi, sfidare i propri limiti, relazionarsi con gli altri”.

Domenica 10 marzo Daniele sarà a Fa’ la cosa giusta!, nello spazio “Fuorigioco” dedicato allo sport. Dalle ore 16 alle 17, allenerà un gruppo di bambini (non solo ciechi) e dalle 18 presenterà il suo libro “Il vento contro”. L’ha scritto nel 2016, dopo che un grave infortunio alla spalla lo ha costretto a una lunga pausa dallo sport agonistico. Racconta la sua vita e “tratta dal mio punto di vista temi quotidiani, dai rapporti di coppia alla paura di non essere all’altezza”. “Mi definisco un professionista della fiducia -sottolinea-: ho dovuto fidarmi degli altri fin da bambino ma col tempo ho imparato a fidarmi anche di me stesso”. In alcune specialità dello sci nautico, come il salto, è affiancato da un compagno vedente che lo guida.

“Ancora oggi se non mi fidassi degli altri non potrei sciare, ma se non avessi avuto fiducia in me stesso non avrei iniziato a sciare”.