“IL LABIRINTO DELLA VIOLENZA”
Entrare è facile uscire no.
A Fa’ la cosa giusta, 8-10 marzo 2019

La violenza sulle donne si combatte attraverso la conoscenza e la consapevolezza di quello che è o non è amore. La violenza non è amore.
Per riuscire a dirlo bisogna aprire gli occhi e dare voce a ciò che accade a noi o a chi ci sta vicino. Caritas Ambrosiana, Cooperativa Farsi Prossimo Onlus, SVS Donna Aiuta Donna Onlus, Soccorso Violenza Sessuale e Domestica, presentano Il Labirinto, un percorso esperienziale in 10 minuti per imparare a riconoscerne i segni. La violenza nella coppia inizia da piccoli gesti e parole, atteggiamenti, apparentemente innocui, che ripetuti possono diventare una spirale soffocante e pericolosa di incomprensione e rancore, dentro la quale, quasi senza accorgersene, si rimane intrappolati come in un labirinto.

All’interno del Labirinto viene illustrato il tortuoso procedere di atti, frasi, sottintesi che si autoalimentano: tutti indizi sottili, spesso ambigui, che possono portare fino alle estreme conseguenze. Chi è maltrattato spesso non riconosce i segni premonitori di un comportamento destinato a diventare violento e fuori controllo; e quando se ne accorge è già diventato difficile uscirne.
A conclusione dell’intero percorso, le persone che lo desiderano potranno confrontarsi, a livello individuale o di gruppo, con delle operatrici esperte; è prevista l’ offerta di materiale informativo sul tema e sui possibili percorsi di aiuto.

www.stannefuori.it è anche il sito che offre informazioni concrete e indirizzi a cui rivolgersi per uscire dal tunnel della violenza sia per la vittima che per chi è a conoscenza di una situazione di violenza e non sa come intervenire (amici della vittima, i genitori, gli insegnanti) Informazioni pratiche anche per chi ha una responsabilità diretta ovvero gli autori di violenza.


Il labirinto è nato dall’idea degli studenti dell’Istituto Europeo di Design, poi sviluppata e realizzata da SVS DAD Onlus, Caritas Ambrosiana e Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico nell’ambito di un progetto realizzato per il
Comune di Milano, che coordina la Rete Antiviolenza cittadina.