Batterà bandiera italiana e vuole essere la nave della società civile, di bambini e genitori, di insegnanti e studenti, di cooperative e associazioni, di personaggi famosi e perfetti sconosciuti. La sua missione: salvare vite umane nel Mediterraneo. Per farlo “ResQ-People Saving People”, associazione nata da un gruppo di giuristi, di operatori umanitari e di persone “stanche di assistere a alle stragi in mare”, lancia per domenica 13 dicembre (dalle ore 10 alle ore 19) la Maratona on line ‘Tra il dire il mare: 8 ore per fare una nave’. Obiettivo del grande evento, la raccolta fondi per rendere operativa una nuova nave umanitaria. GUARDA LA DIRETTA

Nel Mediterraneo si continua a morire per mancanza di soccorsi. Solo in novembre, nel Mediterraneo centrale, hanno perso la vita almeno 132 persone (secondo quanto accertato da Alarmphone, rete di ong che rilancia gli sos dei migranti in balia delle onde). Tra loro il piccolo Joseph, appena sei mesi. Era l’11 novembre, giusto un mese fa, quando la nave umanitaria di Open Arms era riuscita a soccorrerlo insieme alla sua mamma. L’hanno issato a bordo in condizioni disperate e purtroppo non ce l’ha fatta. Quella di Open Arms era l’unica nave umanitaria presente in quei giorni nel Mediterraneo centrale. Le altre (Sea-Watch, Medici Senza Frontiere e Mediterranea) bloccate nei porti, per fermi amministrativi delle autorità italiane. Per questo c’è bisogno di altri navi che salvino i migranti in mare. Quest’anno sulle coste italiane sono sbarcate quasi 33mila persone. La pandemia non ha fermato donne, uomini e bambini alla ricerca di una vita migliore, spesso in fuga da guerre.

Noi come Terre di mezzo e Fa’ la cosa giusta! aderiamo al progetto di “ResQ-People saving People” e partecipiamo alle ‘8 ore no stop’ per la raccolta di fondi, che permetterà a questa nuova nave umanitaria di prendere il largo. Domenica 13 dicembre saranno “capitani per un giorno” Massi