Quante volte ci capita di aprire il frigo e trovare, in un angolo remoto, una carota raggrinzita o un rimasuglio dall’odore acre che una volta era una profumata rucola? Occhio che forse accade più spesso di quanto immaginiamo. Già perché secondo il Rapporto “Il caso Italia” 2022 di Waste Watcher International, ogni settimana sprechiamo quasi sei etti di cibo a testa, per l’esattezza 595,3 grammi. Soprattutto frutta e verdura, spesso dimenticata in frigo. In un anno diventano 30,956 chili. Moltiplicati per il numero di italiani, sperperiamo 1,8 milioni di tonnellate di cibo che valgono complessivamente 7,37 miliardi di euro. Una cifra enorme. Ed è per cercare di sensibilizzare ognuno di noi che, per sabato 5 febbraio, la campagna Spreco Zero di Last Minute, impresa sociale nata da alcuni ricercatori dell’Università di Bologna, ha lanciato la Nona Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare.

Il Rapporto “Il caso Italia” si basa, tra l’altro, sull’indagine condotta da Ipsos su un campione di 1.200 persone, rappresentativo della popolazione italiana. E dalle risposte emerge che nella hit degli alimenti più spesso sprecati svetta la frutta fresca (27%), seguita da cipolle aglio e tuberi (17%), pane fresco (16%), verdure (16%) e insalata (15%). Il cibo buttato ha implicazioni etiche, impatta sull’ambiente e sulle risorse, e incide sul portafoglio.

Perché sprechiamo così tanto cibo nelle nostre case? Un italiano su due (47%) ammette di scordare spesso il cibo acquistato, il 46% sostiene che il cibo era reduce dal frigorifero dei negozi e a casa è deperito in fretta. Un italiano su tre (30%) confessa di calcolare male le quantità di cibo che servono in casa, ma anche (33%) di essere preoccupato di non avere abbastanza cibo a casa, quindi di esagerare negli acquisti.

Cosa possiamo fare per ridurre lo spreco?

  • Programmare i pasti e quel che intendiamo mangiare, facendo poi una bella lista dalla quale non sgarreremo al supermercato.
  • Tenere d’occhio le date di scadenza. Ricorda: “consumare preferibilmente entro il…” significa che, oltre la data segnata, il prodotto può perdere qualche caratteristica nutrizionale, ma è assolutamente possibile consumarlo.
  • Cercare le realtà vicino a noi che combattono lo spreco: Bella Dentro, per esempio, è una startup milanese che salva frutta e verdura considerate “brutte”, andando incontro agli agricoltori, e affida la trasformazione dei prodotti a una cooperativa di Codogno che dà lavoro a persone con autismo o in condizioni di fragilità sociale, o Recup, una realtà amica di Fa’ la cosa giusta!, che da tanti anni partecipa alla nostra fiera, per raccontare il proprio progetto di recupero e redistribuzione del cibo invenduto o scartato dai mercati rionali di Milano.
  • Salvare le bucce e gli scarti per altre ricette, come ci insegna la cucina di Lisa Casali. Nelle bucce si trova la maggior quantità di vitamine, fibre e fitocomposti, la gran parte del valore nutrizionale degli alimenti!

La rivoluzione comincia dal carrello!

Fotografia di Luana Monte.