L’85% delle zone umide è perduto. Un vertice ONU per attivarsi subito

I dati parlano chiaro: il 75% della superficie terrestre è stata significativamente alterata dall’uomo; l’85% della superficie delle zone umide è perduta; il 66% delle superfici degli oceani ha subìto gravi impatti a causa della pesca, dell’inquinamento e dell’acidificazione delle acque. Ed è a partire da questi numeri che, con il titolo “Azione urgente sulla Biodiversità per lo Sviluppo Sostenibile”, è stato convocato per il 30 settembre 2020 il Summit delle Nazioni Unite sulla biodiversità. Il vertice richiama “l’urgente necessità di riconoscere la nostra dipendenza da un pianeta sano e di lavorare insieme per un cambiamento trasformativo”, che freni la grave perdita di biodiversità e le sue conseguenze sulla vita. Un cambiamento che si concretizza nelle proposte dell’edizione speciale 2020 di Fa’ la cosa giusta, un’occasione per conoscere le proposte virtuose su scala locale. Se è vero che – come sottolineano le Nazioni Unite all’indomani del vertice sulla biodiversità – le risposte alla pandemia forniscono “un’opportunità unica per un cambiamento trasformativo come comunità globale”, vi invitiamo a venire in fiera per rileggere i nostri stili di vita alla luce della crisi.
“Mentre la natura si degrada a ritmi senza precedenti, la nostra dipendenza dalla biodiversità non è mai stata così evidente”, ha detto Elizabeth Maruma Mrema, segretaria esecutiva della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica . “Una delle lezioni più importanti della pandemia Covid-19 è che la salvaguardia della natura è fondamentale per proteggere la salute e il benessere delle persone”. Se è vero che, a livello locale, i Paesi del mondo stanno adottando misure per proteggere la biodiversità e cresce la sensibilità delle comunità sull’importanza della biodiversità e dei servizi ecosistemici, mentre si avvicina la chiusura del Decennio ONU sulla Biodiversità (2011-2020), i progressi verso gli obiettivi globali a riguardo sono insufficienti. E nonostante questo, si allontana l’occasione di un confronto globale sulla Convenzione sulla diversità biologica: l’incontro COP-15, inizialmente previsto per l’ottobre 2020 a Kunming, in Cina, è attualmente rinviato al maggio 2021.

Di questi temi parleremo nel programma culturale online dell’edizione speciale di Fa’ la cosa giusta.

Chiara Spadaro

Photo by Fiston Wasanga



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