Per il futuro, scegliamo nuove strade: Giornata mondiale del camminare

Ossigeno ai territori delle aree interne; nuove professionalità e opportunità di formazione; in primo luogo, e molto semplicemente, la salute, nel senso più ampio: sono questi gli effetti benefici del muoversi a piedi, un vero e proprio “atto politico”, che l’associazione FederTrek promuove organizzando la Giornata del Camminare (quest’anno, sarà domenica 11 ottobre). Un giorno ricco di iniziative che, da Nord a Sud, raccontano come i cittadini a piedi possono occupare gli spazi urbani e quelli rurali, per rivendicare che senza auto le città sono più vivibili, e che il muoversi a passo lento è l’unico modo per conoscere in profondità il territorio.

Con l’hashtag #LiberaituoiPassi, Federtrek ricorda che ognuno può fare la sua parte: tutti abbiamo in tasca uno smartphone, con applicazioni che misurano i passi. Sommarli a quelli di tutti coloro che in Italia aderiscono all’iniziativa sarà l’indice di una massa critica, e permetterà di comunicare con un dato i benefici sul clima, e in generale il grado di benessere che ne trarranno persone e comunità.

Secondo Paolo Piacentini, presidente di FederTrek, la Giornata del Camminare 2020 è la più importante da quando l’iniziativa è stata promossa per la prima volta, nel 2013. Anche perché, dopo la primavera trascorsa in casa, l’estate del 2020 è stata caratterizzata dalla riscoperta del camminare come atto di liberazione.

“Dopo il lockdown legato all’emergenza Coronavirus, la ripartenza dei ‘cammini’, degli itinerari culturali e di quelli pellegrini, ha avuto un successo oltre qualsiasi previsione, e questo ha garantito ossigeno alle micro-economie nate nei territori attraversati, rappresentando un segnale incoraggiante per l’economia delle aree interne” spiega Piacentini, che giovedì 8 ottobre, alle ore 18, ha presentato la Giornata con un appuntamento in diretta sui canali social di “Fa’ la cosa giusta!”.

“Un altro elemento interessante – aggiunge Piacentini – è la ripresa delle attività di accompagnamento da parte della guide ambientali ed escursionistiche (GAE), che avevano perso in primavera tutte le attività legate alle scuole, e che hanno accompagnato lungo i cammini persone nuove, che mai si erano avvicinate alla montagna. Questo ha portato molti giovani, laureati in Scienze naturali, o in Geografia, a chiedere di partecipare ai corsi per diventare accompagnatori escursionistici. Il turismo diffuso dei cammini può portare allo sviluppo di nuove professionalità”.

Di questi temi parleremo anche nel programma culturale online dell’edizione speciale di Fa’ la cosa giusta 2020, dal 20 al 29 novembre.



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