Tra le immagini del 2020 che finiranno nei libri di storia ci sono senza dubbio quelle degli animali che in tutto il mondo sono apparsi nelle nostre città quando noi le abbiamo svuotate, accomodandosi lungo le strade, dentro i nostri giardini, nei parchi pubblici e nei parcheggi.
Mai come in questi mesi, abbiamo capito che la nostra salute e quella del pianeta sono interconnesse.

Ma cos’è che tiene in equilibrio la salute della terra? La varietà, ma anche l’abbondanza, delle specie viventi: in una parola, la biodiversità.
L’ambiente infatti, almeno fino ad ora, ha assorbito gran parte degli impatti del nostro modello di sviluppo. Molte specie si sono estinte, a molte altre accadrà presto, perché noi abbiamo bisogno “di più” – più terreni coltivabili, più allevamenti, più spazio, più petrolio. Nonostante quello che le stiamo facendo, la natura continua a fornirci sostentamento, energia, risorse ma soprattutto continua ispirazione. “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”, diceva Albert Einstein: studiare gli intelligenti meccanismi con cui le piante e gli animali si sono evoluti nel corso di miliardi di anni è un continuo stimolo alla nostra immaginazione, e una possibile soluzione a tanti grandi problemi: ce ne parlano Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, e Alessandro Bianciardi, co-Founder di Biomimicry Italia, IN QUESTO VIDEO.

La causa principale della perdita di biodiversità è il cambiamento d’uso del suolo, trasformato in terreno coltivabile. Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, tra cinquant’anni saremo più di 9 miliardi: per evitare il collasso del sistema, dovremo mangiare in maniera totalmente diversa.
È fondamentale ridurre lo sfruttamento del suolo anche per un altro motivo: il 90% degli organismi viventi spendono qui parte della propria vita. Un’immensa riserva di biodiversità che gioca un ruolo cruciale per la nostra salute, e che noi stiamo sfruttando fino all’ultima goccia. Non è un problema lontano, relegato alle foreste equatoriali: un territorio che fa da molti anni i conti con uno sviluppo insostenibile, fra traffici illeciti di rifiuti e inquinamento