In più di 400 hanno camminato sulla Via Francisca del Lucomagno

Grande è la soddisfazione delle realtà che hanno contribuito alla recente riapertura dell’antico cammino della Via Francisca del Lucomagno, che da Costanza, attraversa la Svizzera, entra in Italia in provincia di Varese per poi giungere a Pavia, e collegarsi con la Via Francigena fino a Roma. Un cammino per tutti, tra parchi naturali, beni artistici e storici, che in tanti hanno scelto in questi mesi, portando così un impatto positivo sul territorio.

A Lavena Ponte Tresa un pasticcere ha creato il dolce della Via Francisca del Lucomagno. A Gornate Superiore è stato inaugurato un ostello, mentre l’abbazia di Morimondo ha riaperto la foresteria. “Questa estate le novità gradite non sono mancate”, racconta Marco Giovannelli, uno dei promotori della Via Francisca del Lucomagno e autore, insieme ad Alberto Conte, della guida di Terre di mezzo. Tra giugno e settembre più di 400 pellegrini hanno percorso i 135 chilometri che uniscono Lavena Ponte Tresa, in provincia di Varese, a Pavia. “Sinceramente, visto il periodo, non mi aspettavo questi numeri -aggiunge Giovannelli-. Siamo molto soddisfatti”. La Via Francisca è uno dei cammini di recente riscoperta nel panorama dei percorsi in Italia. Ora è percorribile a piedi, in bicicletta, in handbike o anche in carrozzina, grazie a un grande lavoro svolto da alcuni anni da 50 realtà (associazioni, 41 comuni, le province di Varese e Pavia, la città metropolitana di Milano, altri enti locali e la Regione) che hanno curato la segnaletica e individuato le strutture di accoglienza.

“In giugno, quando è stato possibile tornare a viaggiare, con un gruppo di amici abbiamo percorso tutta la via Francisca per dimostrare che era aperta -ricorda Giovannelli-. Man mano poi sulla pagina Facebook del cammino ci sono arrivati i racconti e le foto delle tante persone che l’hanno fatto per intero o solo alcune tappe”. Camminatori che, secondo gli enti promotori della Via, hanno generato un controvalore economico per il sistema di accoglienza e le realtà locali che supera i 250 mila euro, con oltre 3 mila notti passate negli oltre 40 ostelli, pensioni e bed & breakfast che si trovano lungo il percorso e più del doppio i pasti consumati. “Un segnale importante, soprattutto in un momento di grande difficoltà per tutto il comparto turistico”.

Della Via Francisca del Lucomagno e di altri cammini parleremo all’interno del programma culturale online dell’edizione speciale di Fa’ la cosa giusta! 2020, nel filone tematico Ripartire dai territori, dal 20 novembre, sul sito e i canali social Facebook e Youtube.

Fotografia di Tomaso Bassani, Sacro Monte di Varese