Riabitare le aree interne – i video dell’edizione speciale

Durante l’edizione speciale di Fa’ la cosa giusta! 2020 abbiamo parlato di aree interne: quali azioni sono necessarie per ripopolarle, come valorizzarle e tutelarne il patrimonio di tradizioni e mestieri che rischiano di scomparire. I territori fragili non sono solo aree da proteggere o “musei a cielo aperto”, ma vere e proprie riserve di futuro da cui partire per immaginare un modello di sviluppo diverso, amico dell’ambiente e di ritmi più sostenibili per le persone. Ci siamo anche chiesti come fare impresa in questi territori custodendo la creatività e l’umanità e generando allo stesso tempo comunità e sviluppo. Lo abbiamo fatto a partire dalle esperienze di imprenditori “virtuosi” come Aboca e Loccioni, che ci hanno mostrato quale visione serve alle aziende per abitare il futuro.

“Salire in montagna”. Luca Mercalli presenta il suo nuovo libro

Dalla montagna si leva da decenni un grido di dolore, e la causa è l’abbandono. Ne abbiamo parlato con l’autore di “Salire in montagna” (Einaudi Editore) Luca Mercalli, che si definisce un partigiano del ventunesimo secolo e propone azioni concrete per riportare energie in montagna ed evitare lo spopolamento. Oggi grazie al telelavoro esistono molti mestieri compatibili con la vita in montagna, ma per ridarle vita serve una strategia.

I margini al centro: ridurre le “disuguaglianze territoriali” per vivere nelle aree interne

Come possiamo ridurre le disuguaglianze territoriali? Bisogna reintrodurre l’ambiente nei cicli di produzione, usare la tecnologia per avvicinare i margini al centro, trovare un nuovo modello di sviluppo basato sulla collaborazione fra territori fragili. “Sono il sindaco di 122 abitanti e un milione di alberi, questi sono la vera risorsa. Abbiamo cittadini alberi che devono diventare parte integrante della comunità, se ci dimentichiamo di loro non avremo un futuro”, dice Massimo Castelli. Insieme a lui e a Giovanni Carrosio, ricercatore dell’Università di Trieste, Fabrizio Barca, Coordinatore del Forum Disuguaglianze Diversità, mette in evidenza il ruolo della politica in questo processo: seguire le traiettorie di sviluppo possibile e cogliere le pulsioni del Paese.

La cooperazione di comunità: una risposta per le aree interne

La cooperazione di comunità è una delle risposte possibili alla crisi delle aree interne. Giovanni Teneggi, Direttore generale di Confcooperative Reggio Emilia, sostiene la necessità di dare la parola alle persone, creando una conversazione collettiva sul senso dello stare insieme. Servono coraggio e abilità. Bisogna partire da un un sogno, anche dal piccolo, in pochi, e avere fiducia, costruendo reti di relazioni. Gianfilippo Mignogna, sindaco di Biccari, racconta il ruolo di chi resta: protagonista del cambiamento, con il desiderio e la possibilità di esprimersi nel proprio territorio.

E se la salvezza del Pianeta iniziasse dal supermercato?

Insieme a Fabio Brescacin, Presidente di NaturaSì, Enzo Di Rosa, ideatore dell’iniziativa “Chi è il padrone? La marca del consumatore” e Stefano Liberti, giornalista, ci siamo posti una domanda: e se la salvezza del pianeta iniziasse dal supermercato?
“In Italia abbiamo perso negli ultimi 40 anni un quarto della superficie coltivabile e ci siamo resi dipendenti dall’esterno. I terreni agricoli sono stati abbandonati per molte ragioni, sociali, culturali, ma in primis perché i prezzi dei prodotti agricoli non permettono più, in particolare per produzioni di base, quali i cereali, il latte, la carne, gli ortaggi di coprire i costi di produzione se fatti in terreni marginali o su piccola scala. Basterebbero pochi centesimi per chilogrammo di prodotto per sostenere l’agricoltura ed avere cibo a sufficienza e cura del territorio. La inesorabile legge della domanda e dell’offerta ed il meccanismo della concorrenza con la corsa al prezzo più basso creano questa situazione pericolosa”, parole di Fabio Brescacin.

Fare impresa custodendo la creatività e l’umanità

È possibile oggi fare impresa custodendo la creatività e l’umanità? Hanno provato a rispondere a questa domanda il Presidente di Loccioni Enrico Loccioni e l’Amministratore Delegato di Aboca Massimo Mercati, in dialogo con il Direttore Editoriale di Terre di mezzo Miriam Giovanzana. Per loro l’impresa è una rete di processi culturali che generano significati, nasce dalla creazione di legami, deve svolgere un ruolo sociale e vivere in simbiosi con il territorio.

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