Torneremo a camminare verso Santiago?

È questa la domanda che si fanno i camminatori di tutto il mondo, e dell’Italia, il paese da dove parte la maggior parte dei pellegrini diretti alla cattedrale galiziana. Lo provano il rinnovato fermento sulle centinaia di pagine social dedicate al Cammino, le numerose richieste di informazioni e credenziali arrivate già a partire dall’autunno, e gli oltre 53.000 pellegrini che hanno ritirato la Compostela – la pergamena che certifica ufficialmente l’avvenuto pellegrinaggio – da gennaio a fine novembre 2020.

Un dato, seppur in netto calo rispetto a quello del 2019 (347.000 pellegrini), significativo: nonostante la Spagna sia stata uno dei paesi europei più duramente colpiti dalla pandemia, il Cammino non ha mai chiuso, e la comunità autonoma della Galizia ha lavorato per garantire a chi lo percorreva, e a chi lavora e ospita lungo il percorso, la massima sicurezza.

Ci siamo fatti raccontare l’esperienza del pellegrinaggio durante la pandemia da Gianni Cravino, veterano ed esperto conoscitore del percorso, che si è messo in viaggio lungo il cammino francese – partenza da Saint-Jean-Pied-de-Port – ad agosto. Tante le differenze rispetto al passato: per ore e ore si è ritrovato a camminare completamente solo, e ogni mattina doveva accertarsi di prenotare una stanza per la sera, scelta obbligata che inevitabilmente si scontra con il desiderio di vivere il viaggio giorno dopo giorno, senza pianificare. La scelta stessa del percorso francese è stata influenzata dalla pandemia – quello che parte dalla Francia è infatti il più noto, attrezzato e battuto dei cammini. Una volta arrivato negli hospitales, ha rispettato il distanziamento consumando i pasti in solitaria e dormendo in stanze con letti dimezzati. A discapito dell’avventura, e della sensazione di libertà che contraddistingue il cammino, si è sempre sentito al sicuro: anche nei paesini più isolati, infatti, tutti indossavano la mascherina.

Della nostalgia di Santiago, e delle prospettive per il 2021, anno santo compostellano – un grande richiamo per tutti i pellegrini -, abbiamo parlato con Jacopo Caucci Von Saucken, membro del Centro Italiano Studi Compostellani, Priore della Confraternita di San Jacopo di Perugia e responsabile di San Nicolas, rifugio per pellegrini situato in Castilla, lungo il Cammino di Santiago, e Ildefonso de la Campa Montenegro, membro della Xunta de Galicia chiamato a gestire l’attuale situazione del Cammino in tempi di coronavirus, improntando misure di sicurezza utili a g