“Il cibo riflette le relazioni profonde e reciproche fra gli aspetti umani, sociali e ambientali. Il cibo è un bene comune.”

Partecipazione, Recupero, Inclusione, Distribuzione e Educazione: sono le cinque parole chiave del Food P.r.i.d.e, manifesto contro lo spreco alimentare presentato il 5 febbraio a Torino da una rete di associazioni.

Il cibo è un vettore complesso, non solo di materia ed energia nella sua funzione nutrizionale, ma anche di cultura, saperi e relazioni sociali, elementi in stretta connessione con i territori e gli insediamenti umani.

A Torino le associazioni aderenti a Food Pride si occupano di recupero di eccedenze alimentari e prodotti invenduti nei mercati della città, del recupero di alimenti nei negozi di prossimità come panetterie, ortofrutta, minimarket. Inoltre organizzano laboratori di cucina con soggetti svantaggiati mirati all’utilizzo consapevole e più efficiente del cibo recuperato, attività didattiche nelle scuole, merende condivise e momenti conviviali per favorire lo sviluppo di comunità.

Il primo punto del manifesto Food Pride riguarda la Partecipazione.

“Il cibo è democratico quando vi è il rispetto della dignità delle persone, qualunque siano le condizioni sociali, economiche e culturali. È necessario, dunque, garantire l’accesso ad un cibo di qualità attraverso la creazione di comunità tra pari e in ascolto, coinvolgenti, mosse da logiche proattive, volte al contrasto della povertà alimentare”.

Il secondo punto tocca il tema del Recupero.

Sogniamo città a SprecoZero dove cittadini, istituzioni pubbliche, realtà private costruiscano, insieme, la food policy della Comunità del Cibo. Crediamo che la pratica del recupero delle eccedenze alimentari sia un’azione virtuosa, capace di immettere nuovamente il cibo in circolo evitando che questo diventi un rifiuto.

Proprio perché il cibo non è solo nutrire un corpo, il terzo punto del manifesto riguarda l’Inclusione.