In sella alle bici per commemorare le donne vittima di violenza

Ad ogni tappa un fiore e il ricordo del nome.

Nel bresciano la commemorazione delle donne vittime di violenza macina chilometri in sella alle bici. “Fiab-Paciclica” e “Acli Provinciali di Brescia-Per…corri la pace” hanno infatti organizzato, per sabato 27 novembre, due “pedalate”, da 60 e da 70 chilometri, che toccheranno i comuni in cui negli ultimi dieci anni sono stati commessi femminicidi.

“Attraversando le loro vite” è il nome che hanno dato all’iniziativa. “

Ci fermeremo ad ogni tappa nel punto in cui c’è magari già una panchina rossa oppure di fronte al municipio -spiega Ettore Brunelli, coordinatore di Fiab-Paciclica-. Oltre a deporre un fiore, ricorderemo brevemente la donna uccisa. Saranno presenti il sindaco o comunque un rappresentante del Comune”.

In Provincia di Brescia negli ultimi 11 mesi sono state vittime di femminicidio quattro donne e negli ultimi dieci anni 26.

Vogliamo che siano ricordate, perché il rischio è che col passare del tempo ci si dimentichi di chi erano e da chi sono state uccise”.

Marilena, Sorina, Francesca, Souad, Shegushe, Cristina… Donne di ogni età, alcune nate e cresciute nel bresciano, altre originarie di altre zone d’Italia o del mondo. Tutte vittime della violenza di uomini che erano nel cerchio ristretto delle loro relazioni: mariti, compagni, colleghi, vicini di casa, “amici”. Chi volesse partecipare deve scrivere a [email protected] oppure a [email protected]

Il gruppo Fiab-Paciclica vanta ormai una lunga tradizione di “pedalate di impegno civile”. Hanno iniziato nel 2005, partecipando alla marcia per la pace “Perugia-Assisi”. Ma poi hanno organizzato negli anni pedalate a Marzabotto o a Sant’Anna di Stazzema per ricordare le vittime del nazifascismo. Pedalata dopo pedalata hanno raggiunto Trieste per visitare le foibe e il campo di prigionia della Risiera di San Sabba. Hanno raggiunto la Stazione di Bologna per ricorda le vittime della strage del 2 agosto del 1980. Tra le ultime iniziative, la biciclettata al Vajont.

“Siamo un gruppo di circa 100 appassionati della bicicletta -aggiunge Ettore Brunelli, 70 anni-. Il nostro andare in bicicletta non ha solo una valenza ambientale, ma anche di impegno per la democrazia e la società. Si tratta di esperienze in cui si sta insieme, si riflette e si discute dei valori più importanti per il nostro Paese. E ci si diverte anche!”.

Ogni viaggio è preparato accuratamente, non solo dal punto di vista tecnico.

“Ci documentiamo sui luoghi che visiteremo, organizziamo incontri con autorità locali o esperti della realtà che andiamo ad incontrare. Conosciamo così un’Italia da un punto di vista diverso, con lentezza”.