Quando il Teatro bussa alla porta di casa

Pianerottoli, androni, giardini o piazze: ogni spicchio della città può diventare un palco.

Chiusi i teatri per pandemia, c’è chi ha deciso di portare il Teatro a domicilio. Qui vi raccontiamo le storie del Teatro delivery di Milano e del “Toc toc Teatro” di Roma.

Le milanesi Marica Mastromarino e Roberta Paolini si sono inventate un vero e proprio menù: c’è il “Pacchetto famose ‘na risata”, oppure qualche “assaggio” dall’Inferno di Dante, il riadattamento de La Locandiera di Goldoni e il “Rodari Remix”, oppure un testo a proprio piacimento su ordinazione.

La compagnia teatrale romana ‘Il NaufragarMe’Dolce’ offre sketch e monologhi ma anche poesie, canzoni o racconti di piccole storie quotidiane: basta chiedere e aspettare che suonino alla vostra porta.

In questi mesi, il nostro Teatro delivery è arrivato un po’ ovunque: abbiamo recitato anche a piazza Affari, al parco delle Cave, per famiglie o per gruppetti di amici, l’importante è non essere più di 6 o 7 persone.

Per mettere in piedi il progetto siamo partite dal nostro repertorio: io avevo pronto uno spettacolo dedicato alle donne, mentre Marica stava lavorando sull’Inferno di Dante. Così sono nati il menu rosso, il mio, e il menu bianco di Marica. E poi abbiamo creato nuovi menu speciali, quelli che facciamo insieme: il primo è La fame dello Zanni di Dario Fo e Franca Rame, mentre il Rodari Remix è nato in occasione del centenario dalla nascita dell’autore.

Roberta Paolini

Il loro progetto di Teatro delivery è partito ufficialmente a dicembre in risposta alla chiamata dell’attore leccese Ippolito Chiarello, che ha lanciato l’idea del Teatro a domicilio, coinvolgendo altri colleghi in tutta Italia per fondare nelle proprie città altre Unità Speciali di Continuità Artistica. Roberta e Marica hanno lavorato in ogni tipo di condizione: sotto la pioggia, con la neve, disturbate dal rumore delle auto o del treno, con i passanti che camminavano vicino.

Il bello però è che non importa dove ti trovi, alla fine basta l’interazione tra il pubblico e l’attore per ricreare la magia del teatro. Non è solo un modo per tornare a lavorare, ma per lanciare un messaggio: il teatro va fatto dal vivo, c’è bisogno di vedere negli occhi gli spettatori, ascoltare il loro respiro. E soprattutto, il teatro è indispensabile, necessario tanto quanto il cibo trasportato dai rider, e non si può fermare. Con questa iniziativa, noi portiamo cibo per l’anima.

Roberta Paolini

Il ‘Toc Toc Teatro‘ trasforma la storica valigia dell’attore in uno zaino che contiene tutto ciò che serve al pubblico per sognare: oggetti e abiti di scena, strumenti musicali e un pizzico di magia. L’obiettivo principale, infatti, è quello di sostenere emotivamente tutti coloro che da mesi sono a casa. Tra gli effetti ‘collaterali’ delle misure di contenimento della pandemia, infatti, è stato riscontrato un innalzamento dei livelli di ansia, paura, angoscia, depressione e senso di solitudine in tutte le fasce della popolazione.

Toc Toc Teatro ha come scopo quello di promuovere e recuperare l’esercizio della costruzione delle relazioni, in particolare verso le persone con maggiori vulnerabilità attraverso atti performativi di breve durata.

In un momento in cui tutto viene fruito tramite il web- spiegano gli attori romani- l’iniziativa vuole favorire la fruizione dell’arte in presenza.

Il tutto si svolge nel rispetto delle misure di sicurezza e in accordo con i Municipi e le circoscrizioni del territorio di Roma Capitale, dal centro alla periferia, dai pianerottoli agli spazi aperti delle terrazze, dai cortili alle strade dove si affacciano le abitazioni, ma anche nei centri antiviolenza, nelle case famiglia e nei centri anziani.