Quando si cammina con un intento bisogna accettare. Accettare che un ciuffo d’erba ti faccia cadere, che un torrente di bagni completamente i piedi, che il vento ti sfregi il viso, che un fiore dopo tanto sforzo ti possa far piangere.

L’intento del suo ultimo viaggio Daniele Materazzo, 32 anni, di Legnaro (Padova), ce lo ha raccontato così: “ho scelto di sostenere NoisyVision perché a me il cammino ha cambiato la vita, e quest’associazione consente a persone cieche, ipovedenti, ipoudenti e sorde di vivere la stessa esperienza. Di sentirsi accolti, semplicemente persone”.

A 15 anni un incidente in motorino cambia il corso della vita di Daniele, compromettendo l’uso del braccio e della mano sinistra, oggi paralizzata. Fino ai trent’anni la disabilità è un’ostacolo insormontabile: poi la scoperta del cammino e della sua energia trasformativa. Santiago è l’inizio di un percorso di accettazione e rinascita che gli abbiamo chiesto di raccontarci.

“Non puoi aspettare che arrivi l’ispirazione. Devi andarne in cerca con un bastone”. Cosa significa per te questa frase di Jack London? 

DANIELE È la frase che racchiude tutto il senso del mio camminare!