Erano in Ucraina, a Kiev, per studiare. Si sono ritrovati in mezzo a una guerra. Ora i circa 600 studenti indiani, frequentanti una delle università della capitale ucraina, sono ammassati in un capannone a Siret, cittadina romena a un chilometro dal confine ucraino. Profughi in attesa che il loro Paese organizzi voli per riportarli a casa. E da un giorno sono assistiti anche dai volontari di Progetto Arca, onlus milanese, partita il 28 febbraio per portare tende, coperte, sacchi a pelo, medicinali e vivere ai profughi che fuggono dall’Ucraina. “Questi ragazzi indiani sono completamente smarriti, attoniti -racconta Luca Degani, uno dei volontari di Progetto Arca-. Quasi non riescono a farsi una ragione di quello che è successo. Sono venuti in Europa per studiare, per realizzare i loro sogni e si ritrovano in un campo profughi”. Dentro il dramma di una guerra ci sono storie inaspettate.

Progetto Arca  è una delle onlus che da anni partecipano a Fa’ la cosa giusta!, in Italia si occupa soprattutto di assistere e accogliere persone senza dimora. Con un convoglio di cinque mezzi, tra cui un food truck per offrire pasti caldi, Progetto Arca è arrivata a Siret dopo un viaggio di oltre 30 ore. “Saremo il primo aiuto che accoglierà i cittadini ucraini che passeranno il confine”, spiega Alberto Sinigallia, presidente della onlus. A Siret nevica e fa molto freddo, racconta. “Stiamo montando le tende -aggiunge-. Arrivano di continuo donne con bambini e anziani”. Per ora a Siret ci sono circa 150mila profughi. “Venerdì cercheremo di varcare il confine con l’Ucraina -aggiunge-. Di là ci sono oltre 200mila persone, in attesa di poter entrare in Romania e hanno bisogno di tutto”.