“Siamo su un’autostrada per l’inferno climatico, con il piede sull’acceleratore”.
Ha puntato sull’urgenza il segretario generale dell’ONU António Guterres nel suo appello all’apertura dei lavori della Cop27, la conferenza globale sul clima che ha riunito a Sharm el-Sheikh, in Egitto, quasi 200 paesi. Il sentimento più diffuso sui media e tra i cittadini è quello di una promessa mancata: a fronte dell’evidente necessità di dare risposte sistemiche e cooperative alla crisi climatica – che le giovani  generazioni chiedono a gran voce, con forme di attivismo sempre più radicale – gli impegni presi dalle potenze mondiali appaiono del tutto insufficienti.
Avevamo aspettative troppo alte su questo vertice mondiale? Non è forse parte di un processo più ampio, che genera soluzioni anche dal basso, a partire dalle scelte consapevoli dei singoli cittadini?
Quali sono, infine, le azioni realistiche e praticabili che i leader mondiali devono mettere in atto per “staccare un biglietto per il paradiso” (citando la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen) e invertire la rotta?

Lunedì 21 novembre, alle ore 17, in diretta sul nostro canale Youtube e sulle nostre pagine Facebook e Linkedin, chiederemo a Sara Segantin, scrittrice e comunicatrice scientifica, tra le prime promotrici in Italia dei Fridays for Future inviata da Geo&Geo a seguire i lavori della Cop27, un racconto a caldo degli esiti a suo giudizio più significativi del summit. Insieme a noi ci sarà anche Marco Trovato, direttore della rivista Africa, rientrato da poco dall’Angola, dove gli effetti dei cambiamenti climatici si manifestano già in tutta la loro tragicità.
Modera Miriam Giovanzana, direttore di Fa’ la cosa giusta!