Il giochetto sarebbe da fare ogni giorno: aprire il frigo e la dispensa e controllare bene che non ci sia nulla che rischia di andare a male. Ogni giorno? Sì, senza dubbio. Perché sprechiamo cibo molto più spesso di quel che siamo disposti ad ammettere. Altrimenti non si spiegherebbero i dati della Campagna Spreco Zero: ogni settimana a testa gettiamo nella spazzatura quasi 600 grammi di cibo, ossia una trentina di chili all’anno. Ed è la frutta quella che più spesso lasciamo deperire senza scampo, seguita dagli ortaggi.

Allo spreco domestico, si aggiunge poi quello della filiera alimentare: tonnellate di cibo che dal campo al negozio si perdono per strada, per eccesso di produzione, o per errori nello stoccaggio o perché rimangono invenduti.

Per fortuna però nel corso degli anni, e di recente grazie alla rinnovata consapevolezza nata con la pandemia, sono fiorite iniziative e realtà che provano a contrastare questo dispendio di risorse. 

Come Planeat, una start-up che parte dalla spesa delle famiglie e dalle mense aziendali per provare a ridurre lo spreco. Sulla loro piattaforma è possibile acquistare ricette e ricevere a casa ingredienti sempre freschi già pesati e porzionati pronti per essere cucinati. Un modo per evitare che alla fine di un pranzo o di una cena ci siano avanzi. Arrivano a casa nei loro kit eco-sostenibili, compostabili e riutilizzabili. è anche possibile pianificare i pasti e acquistare così solo quel che è necessario. Ne nascono piatti che raccontano storie di persone. Le storie di chi coltiva le materie prime adoperate, di chi le lavora, di chi le porziona, di chi le confeziona, di chi le consegna. Eccoli qui!