Nelle sue mille vite, Vincenza Lofino è stata operatrice umanitaria, volontaria di Fa’ la cosa giusta! e cicloattivista. Quest’estate ha percorso in sella quasi 4000 chilometri, prima attraverso la Tunisia, poi, dopo un viaggio in nave, da Palermo a Milano, per raccogliere fondi in favore della Onlus ResQ, il cui operato vi abbiamo raccontato in diverse occasioni in fiera e sul nostro sito. I punti in cui le nostre storie si intrecciano sono così tanti che era proprio arrivato il momento di rincontrarci: Vincenza ci ha raggiunti pedalando in redazione, dopo una giornata di lavoro da remoto come consulente per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR.

Quando è scoppiata la passione per la bicicletta?
Per me la bici è sempre stata il mezzo di locomozione principale: ho la patente, ma non la uso da dieci anni. È diventata una passione solo dopo l’incidente in cui mi sono rotta menisco e crociato, nel 2017. In quel momento ho colto la palla al balzo per scoprirla: prima facevo uscite in giornata, 60 o 70 km al giorno, poi lunghi weekend con la tenda. Alla fine ho deciso di organizzare un viaggio a lunga percorrenza, per la prima volta e da sola.

Perché sei partita?
Volevo fare qualcos