Una petizione per rendere le cure psicologiche accessibili a tutte e tutti

Ormai c’è un bonus per ogni cosa. Dalle biciclette alle zanzariere, dagli infissi alla caldaia, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Se avete un bisogno, chiedetevi sempre se non ci sia anche un bonus. Però se sentite un malessere interiore o percepite il bisogno di poter parlare dei vostri pensieri con uno specialista, ecco che il bonus non c’è.

Per la verità nella Legge di Bilancio 2022 era stato proposto un Bonus Salute Mentale da 50 milioni di euro per aiutare economicamente le persone che decidono di rivolgersi a uno psicologo, uno psicanalista, uno psichiatra, uno psicoterapeuta. Ma poi non se ne è fatto nulla. Lo psicologo insomma è meno importante del cambio delle zanzariere.

C’è chi però non ci sta e ha lanciato una petizione on line, su change.org proprio per chiedere “al governo di prendere davvero in considerazione questa proposta e di inserirla nel primo provvedimento utile per andare incontro a un’esigenza immediata e pressante”. La petizione, promossa dal giornalista del Tg1 Francesco Maesano, ha raccolto in pochi giorni circa 250mila firme.

Con la pandemia la salute psicologica degli italiani è messa duramente alla prova. Da un’indagine promossa da Fondazione Soleterre e dall’Unità di Ricerca sul Trauma dell’Università Cattolica di Milano, volta ad approfondire sia come gli adolescenti hanno vissuto e percepito la pandemia sia quali risposte comportamentali, emotive e relazionali hanno messo in campo, è emerso che il 40,7% degli adolescenti intervistati ha difficoltà a dare un senso a ciò che prova, il 64% del campione pensa che se non fosse scoppiata la pandemia, oggi sarebbe una persona diversa. Il 36% afferma di sentirsi triste (il 2% sempre, il 2,6% molto spesso, l’8,7% spesso e il 22,7% abbastanza).

“Occorrerebbe studiare le dinamiche di Long Covid per indagare più in profondità gli effetti sulla salute fisica e mentale di uno stress divenuto ormai cronico”, afferma Damiano Rizzi, Presidente di Fondazione Soleterre e Psicoterapeuta dell’età evolutiva.

L’indagine sugli adolescenti rappresenta uno spaccato di una situazione che riguarda anche gli adulti. E non è possibile ignorare questo bisogno, per nulla superfluo.