Di foto che hanno fatto il giro del mondo e i nostri bambini

6 febbraio 2017

Un anno fa, la foto che vedete qui a sinistra ha fatto il giro del mondo commuovendoci tutti: un bimbo nigeriano di due anni lasciato all’inedia più feroce perché creduto uno stregone e soccorso da una cooperante danese. Anche la foto diffusa questa settimana, qui a destra, ci ha commosso: il piccolo, che si chiama Hope (“speranza”, in inglese), per fortuna sta molto meglio. Anja Ringgren Lovén e suo marito non hanno smesso di occuparsi di lui.

Nel 2014, invece, è uscito un bellissimo film italiano apparentemente con tutt’altra tematica: “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo, tratto dal romanzo “Il bambino indaco” di Marco Franzoso. Di cosa tratta? Di una giovane coppia al primo figlio in cui la madre (Alba Rohrwacher) avendo particolari convinzioni alimentari, e non volendo confrontarsi con gli specialisti proposti dal marito, rischia seriamente di danneggiare la salute nel nuovo nato.

Cosa hanno in comune la storia vera del piccolo Hope e la storia cinematografica narrata da Saverio Costanzo? Ci dicono molto nel concreto quanto la vita dei più piccoli sia determinata anche drammaticamente dai noi grandi. E che prendere decisioni sulle vite dei piccoli da soli, senza confrontarci con gli altri, è un grande errore. Per questo dentro “Fa’ la cosa giusta!” c’è un’attenzione speciale ai temi dell’infanzia, con un’area nursery continuamente animata. Per questo si ragiona sui temi dell’educazione (ne parleremo).

Siamo fortunatamente lontani dai drammi (uno reale, uno narrato) che ho citato all’inizio. Ma “Fa’ la cosa giusta!” è il luogo in cui non ci si adagia sullo “stare lontano dai drammi”. Ci si mette in cammino, ogni giorno, verso il meglio.


Vai al blog di Gabriele Dadati #ScrivereLaFiera per leggere gli altri post che raccontano il work in progress di Fa’ la cosa giusta! 2017

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