C’è un momento che arriva dopo l’energia, il fermento, la fatica e la bellezza dei giorni di fiera. Un momento in cui tutto rallenta e ci si guarda negli occhi per dire “grazie”. L’incontro con i volontari di Fa’ la cosa giusta! 2025 è stato esattamente questo: uno spazio di condivisione sincera, calda e a tratti commovente. Una serata per restituire qualcosa, anche solo simbolicamente, a chi ha condiviso e dato così tanto con generosità, entusiasmo e spirito pratico.
Circa una trentina le persone presenti, un gruppo eterogeneo per età, esperienze e provenienze, ma accomunato da una stessa energia: quella che anima chi sceglie, in modo libero e consapevole, di donare il proprio tempo per un progetto collettivo. C’erano volti noti, compagni di viaggio di lunga data, e volti nuovi, curiosi e brillanti, alla loro prima volta in fiera. Un mix che ha dato vita a uno scambio ricco, generoso e a tratti sorprendente.
Molti volontari ci hanno raccontato del loro legame con la fiera, di come la conoscessero già da tempo, da visitatori affezionati prima ancora che da “addetti ai lavori”. In diversi hanno detto che Fa’ la cosa giusta! è sempre stata per loro un punto di riferimento, una specie di bussola nel caos degli eventi. Qualcuno l’ha scoperta da poco, magari per passaparola o attraverso i social, e ha deciso di viverla da dentro, con il desiderio di fare la propria parte.
Una parte del gruppo – in particolare tre giovani volontari poco più che ventenni – ha partecipato per la prima volta non solo a Fa’ la cosa giusta!, ma in assoluto a un’esperienza di volontariato. Una scelta non scontata, in un’epoca in cui spesso si pensa al volontariato come qualcosa “da adulti”. Per loro è stato invece un punto di partenza, un modo per scoprire come sia possibile coniugare i propri valori personali con un’azione concreta. “Avevo bisogno di qualcosa che mi facesse uscire dalla mia routine”, ha raccontato uno di loro. “Un’amica me ne ha parlato e mi sono detto: perché no?”. A spingerli sono stati temi sentiti, l’impegno per l’ambiente, la sostenibilità, il desiderio di sentirsi parte di un contesto accogliente.
Accanto a loro, molti volontari “storici” – alcuni con alle spalle oltre dieci edizioni – hanno portato racconti densi di esperienze e significati. Alcuni di loro sono attivi anche in altre realtà: c’è chi aiuta nella pulizia delle strade, chi si occupa di educazione e laboratori nelle scuole, chi lavora con le associazioni locali come guardia ecologica o come supporto allo studio per bambini. Ma non solo: tra i volontari ci sono anche guide escursionistiche impegnate nella valorizzazione del territorio, persone che operano a contatto con i senza dimora, chi collabora in progetti all’interno del carcere e chi si dedica a percorsi di moda critica e sostenibile, cercando di sensibilizzare su consumo consapevole e filiere etiche. Un ventaglio di impegni che restituisce bene la ricchezza e la profondità dei mondi che ruotano intorno alla fiera.
Eppure, hanno raccontato che Fa’ la cosa giusta! rimane per loro un’esperienza diversa, più vicina alla propria visione del mondo. Non solo perché se ne condividono i temi – dall’ecologia alla giustizia sociale – ma anche per l’atmosfera che si respira, per il tipo di umanità che si incontra, per quella sensazione quasi “di casa” che, a detta di molti, si rinnova ogni anno.
Una volontaria veterana, con un sorriso disarmante, ha condiviso un pensiero che ci ha profondamente colpito:
“Aspetto con ansia questi giorni. Sono i tre giorni dell’anno in cui mi sento davvero libera di uscire di casa ed evadere dalla mia quotidianità.”
Nadia ha raccontato con emozione quanto si senta accolta all’interno della fiera:
“Qui non c’è differenza tra le persone.”
Carmela, con la sua voce chiara e convinta, ha invece detto:
“È il posto in cui più si diffonde il verbo dell’ecosostenibilità.”
E Giorgio ha chiuso durante un breve scambio con queste parole:
“È l’unico luogo dove vedi davvero uno scambio tra bambini, giovani, adulti e anziani. È raro.”
Durante la serata abbiamo anche chiesto cosa i volontari vorrebbero trovare, o migliorare, nella prossima edizione. Le idee non sono mancate. Un desiderio ricorrente è stato quello di vedere più spazio dedicato agli orti, alla coltivazione sostenibile, al verde, così come maggiore attenzione al benessere fisico e mentale attraverso attività olistiche e sportive.
Una proposta molto concreta è arrivata in modo spontaneo durante i giorni di fiera: alcuni volontari hanno cominciato a chiedere ai visitatori, a fine giornata, di restituire le mappe della fiera, per poterle riutilizzare e limitare lo spreco. L’iniziativa ha avuto un ottimo riscontro ed è stata così efficace che ci hanno proposto di creare per l’evento del 2026 una postazione fissa dedicata proprio alla restituzione delle mappe, rendendo questo piccolo gesto un simbolo concreto della sostenibilità che la fiera promuove.
Nonostante le proposte, i suggerimenti e le criticità segnalate – tutte preziosissime – il sentimento prevalente è stato uno: la gratitudine reciproca.
Da parte nostra, per l’impegno instancabile e il cuore che ogni volontario mette nell’esperienza. Da parte loro, per l’opportunità di far parte di qualcosa che va oltre l’evento, oltre l’impegno operativo, qualcosa che somiglia a una vera e propria comunità.
Il ricordo più bello di questa edizione?
Quasi tutti hanno risposto con una parola sola: “le persone”.
Incontrarsi, creare legami, sentirsi utili, vedere negli occhi degli altri lo stesso entusiasmo.
Alla fine, Fa’ la cosa giusta! è soprattutto questo.








