Il Porto di Fa’ la cosa giusta! 2020

Una ricerca inglese ha stimato che il 67% dell’intero inquinamento marino è dovuto a 20 corsi d’acqua, si è calcolato che i 122 fiumi più inquinati hanno contribuito per oltre il 90% agli apporti plastici. 

La plastica non rappresenta la sola forma di inquinamento di mari e fiumi, ma in questo momento gli impatti causati dalla plastica abbandonata stanno incidendo in maniera significativa su interi ecosistemi.

Davanti a un problema globale sono nate tante iniziative su varia scala, con progetti molto diversi, ma accomunati da unico grande intento: ripulire i nostri mari. 

A Fa’ la cosa giusta! 2020 (6-8 marzo, Fieramilanocity) torna “Il Porto”, uno spazio dedicato ad incontri, approfondimenti e laboratori su temi e iniziative legati al mare e alla sua tutela.

Progetti ambiziosi e di grande risonanza come quello di Ocean Cleanup, ideato da Boyan Slat, un ragazzo olandese che nel 2013 a soli 18 anni, ha fondato l’associazione con l’intento di costruire una macchina capace di ripulire i mari partendo dal “Pacific Trash Vortex”, l’enorme “zuppa di plastica” accumulata dalle correnti nell’Oceano Pacifico.

Ocean Cleanup oggi,si compone di uno staff multidisciplinare ed internazionale che lavora costantemente al miglioramento della macchina raccogli-plastica e da poco ha lanciato le Interceptor, imbarcazioni fluviali progettate per la raccolta di rifiuti nei fiumi più inquinati del mondo.

Scopriremo con Roberto Brambini, uno degli ingeneri di Ocean Cleanup, il percorso fatto fino ad ora e gli sviluppi di questo avveniristico progetto. L’appuntamento con lui è per sabato 7 marzo alle 16.

In Italia invece, i veri protagonisti sono i pescatori, esperti conoscitori del mare, che, dall’aprile 2019, sono autorizzati dal DDL Salvamare a recuperare i rifiuti durante le loro navigazione e riportarli a terra. Finora erano costretti a ributtarli in acqua, altrimenti avrebbero compiuto reato di trasporto illecito di rifiuti!

Lorenzo Colantuono, comandante del peschereccio “Il pesce volante”, stufo di osservare inerme reti piene di plastica, ha iniziato a raccogliere la plastica e, come lui, molti altri pescherecci in Italia si stanno impegnando per ripulire i mari che amano e rispettano.

Chiacchereremo con Lorenzo Colantuono e Antonio Pucillo, della Flai Cgil, che ha condotto l’indagine “Il mare lo salvi chi può”, per comprendere meglio l’entità del problema, quali soluzioni si possono introdurre e come attivare nuove filiere di recupero.

Lorenzo Colantuono, sul suo peschereccio

C’è chi, passeggiando lungo la spiaggia dopo una mareggiata, raccoglie quello che il mare riconsegna alla terra: tronchi, tavole di legno, spugne, plastica, scatolette di alluminio, vetri e molto altro ancora. E, mosso da responsabilità e senso civico, lo smaltisce in modo accurato. I più creativi, poi come “Geppetta“, sanno trasformano questi rifiuti in veri e propri capolavori, dalle sembianze di pesci, balene, polpi, e mostri marini degli abissi. Bimbi e genitori, non perdete l’occasione: impareremo a realizzare giocattoli unici e meravigliosi. Sabato 7 marzo alle 14.

I manufatti di “Geppetta”

Scopri tutti gli incontri che saranno ospitati nella piazza “Il Porto” di Fa’ la cosa giusta! (pad. 3 Fieramilanocity, 6-8 marzo). Ti aspettiamo.

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