Disegnare il conflitto: il reportage a fumetti di “Tracciato Palestina”
“Tracciato Palestina” di Elena Mistrello si colloca nel solco della graphic novel di reportage, un genere che unisce narrazione disegnata e inchiesta sul campo per restituire la complessità del reale attraverso il segno e la testimonianza diretta.
Nel panorama della graphic journalism contemporanea, “Tracciato Palestina” si distingue per un tratto essenziale e partecipe, capace di tradurre in immagini la frammentazione dello spazio, i checkpoint, l’attesa, la quotidianità… Il disegno non è semplice illustrazione: mette in relazione chi guarda e chi è guardato, interrogando il lettore sulla propria posizione.
Un lavoro di testimonianza decisamente scomodo per il quale Elena paga un prezzo inaspettato: “Sbarcata a Tolosa perché invitata al festival ‘BD Colomiers’, la giovane disegnatrice italiana è stata respinta in aeroporto e costretta a rientrare a Milano. Il motivo? La segnalazione del ministero dell’Interno francese che la considera una ‘grave minaccia all’ordine pubblico’ ma di cui lei non sa spiegarsi il motivo”. Qui l’intervista di Vita che racconta la vicenda. Tra i colleghi che le hanno espresso solidarietà anche Zerocalcare e Hurricane.
Una disavventura che ha segnato il percorso umano e professionale di Elena Mistrello. Un episodio che rafforza la dimensione politica dell’opera: raccontare significa esporsi, assumersi un rischio, trasformare l’esperienza individuale in gesto pubblico.
Con lei anche Giulia Mercuri di West Climbing Bank.
I proventi derivanti dalla vendita del libro di Elena (autoprodotto), vanno a finanziare progetti d’inclusione nei campi profughi della Cisgiordania.
Dove si svolge
📍 L'evento si svolge in Piazza Terre di mezzo, Padiglione 20.
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