Il vicolo cieco della corsa al riarmo. L’urgenza di una politica industriale di pace

Quando Sabato 15 Marzo 2025 - ore 13:00
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L’Italia tra i primi 10 esportatori mondiali d’armi (anche a Paesi in guerra e che violano i diritti umani, in contrasto con la legge 185/90 che vuole essere resa inefficace da una riforma al voto definitivo della Camera); una politica industriale trasversale che ha dismesso settori d’avanguardia in campo civile per favorire la filiera bellica, con effetti recessivi sul sistema economico. I Paesi europei nel loro insieme hanno una spesa militare simile a quella cinese e più del triplo di quella russa: invece di “trasformare l’economia in assetto di guerra”, come chiedono i vertici Ue, occorre limitare il potere delle lobby militari industriali in competizione tra loro nel mercato internazionale. La Rete WarFree di imprese attive in Sardegna, il rifiuto di caricare armi dei portuali del Calp di Genova e il divieto di ricerca sulle armi espresso dall’Università di Pisa sono segni di resistenza per la costruzione, già in atto, di un laboratorio permanente di politica industriale di pace.

Carlo Cefaloni Città Nuova
Duccio Facchini Altreconomia
Miriam Giovanzana Terre di mezzo
Carlo Tombola Weapon Watch

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