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Un cammino per ricominciare. Detenuti sulla via di Santiago

4 mesi di tempo, 2.000 km in compagnia di un educatore. Anche in Italia iniziano a diffondersi esperienze che vedono il Cammino come strumento di rieducazione per i detenuti. Ve le raccontiamo.


C’è chi si mette in viaggio per diletto e chi lo fa per cambiare vita. È quanto accade a minori e giovani adulti che, all’interno di un percorso penale, accettano di percorrere a piedi i grandi Cammini. Quattro mesi di tempo, 2.000 km a piedi, in compagnia di un educatore.
Un’esperienza già consolidata in Belgio e in Francia, con l’associazione “Seuil” di Bernard Ollivier, e che si sta radicando anche in Italia grazie ad alcune realtà che hanno deciso di scommettere sulla forza dirompente del Cammino. Perché la meta è sì Santiago di Compostela, ma soprattutto una nuova vita, lontano dal carcere.

Organizzato da: Terre di mezzo Editore