Gruppi d’acquisto solidali
Se esiste un minimo comun denominatore, una cellula di base del consumo critico, questa è il Gruppo d’acquisto solidale. Il primo, dice la storia, si aggrega nel 1994 a Fidenza, famiglie che scelgono di fare una spesa collettiva, lontana da pesticidi, imballaggi, cibo spazzatura, supermercati e simili “non luoghi”. In breve tempo diventano centinaia, forse migliaia. Si riforniscono da piccoli produttori locali, spesso biologici, si procurano i “coloniali” (caffè, zucchero, cacao…) attraverso il Commercio equo e solidale, agrumi e prodotti del Sud da leggendari contadini siciliani come quelli delle “Galline Felici”, il pesce da cooperative di capitani coraggiosi. I Gruppi d’acquisto sono solidali con la terra, con chi coltiva, con chi compra, con chi è in difficoltà, sono poetici e creativi. Fare la spesa insieme è come assaggiare un melograno chicco per chicco. È difficile ma sei sulla strada giusta (Giovanni Lupi, Poemag).
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