Sovranità
Nel 2050 la popolazione mondiale potrebbe essere di 9,7 miliardi, di cui oltre 5 miliardi in Asia. Come sfamarla? È dal 1998 che il movimento internazionale Via Campesina ha coniato il concetto di “sovranità alimentare”. Non l’autarchia, ma l’autonomia dei sistemi alimentari locali, configurati in modo diverso secondo agro-geografia e clima. La sovranità alimentare, escluso ogni equivoco riferimento al sovranismo, va in direzione opposta alla globalizzazione del cibo; evoca una democrazia alimentare fondata sulla libertà di decidere del proprio sistema agroalimentare, la biodiversità in campo, la riproduzione dei semi e la scelta delle colture locali più adatte al contesto. Il rispetto della terra, anziché la massima resa.
Anche nel nostro paese si sta sperimentando ed estendendo il fenomeno di comunità di cittadini che si organizzano per produrre direttamente, insieme ai contadini, il cibo per la propria tavola. Arvaia, cooperativa agricola di cittadini coltivatori, una delle più numerose CSA in Italia e attiva nell’area di Villa Bernaroli (Bologna) da cinque anni, promuove questo primo incontro, embrione di una possibile rete di confronto e azione comune.
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