In Sardegna il Banco di Sardegna e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara hanno siglato un accordo quadro triennale per sostenere la crescita economica, sociale e turistica delle aree attraversate dal Cammino (Sulcis Iglesiente, Arburese e Guspinese), trasformando questo percorso in un volàno di sviluppo sostenibile. In questo senso l’accordo può essere un modello anche per altri territori e altri Cammini italiani.
Al centro dell’accordo vi è la creazione di un sistema integrato di strumenti finanziari e servizi specialistici. Il Banco di Sardegna si impegna ad accompagnare la nascita e il consolidamento di attività legate all’indotto del Cammino, con una sezione dedicata al microcredito imprenditoriale. Questo strumento è pensato specificamente per facilitare l’accesso al credito a soggetti che spesso incontrano barriere all’ingresso, come giovani, donne e piccole start-up locali, interessati a investire in settori chiave: accoglienza, ristorazione, artigianato identitario, servizi turistici, mobilità sostenibile e innovazione digitale.
Mauro Usai, presidente della Fondazione, ha ribadito che il Cammino è un’infrastruttura economica matura, in grado di generare occupazione reale partendo dall’identità storica dei luoghi.
L’intesa prevede infine attività di comunicazione congiunta, eventi sul territorio e promozioni dedicate ai dipendenti del Gruppo BPER (di cui fa parte il Banco di Sardegna), per consolidare il Cammino di Santa Barbara come eccellenza del turismo lento e della rigenerazione territoriale nell’Isola.
Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso ad anello lungo 500 km che si snoda nel sud-ovest della Sardegna nei territori del Sulcis Iglesiente, Guspinese e Arburese, articolato in 30 tappe con una media di 16,5 km ciascuna. Il Cammino, che ripercorre antichi sentieri, permette di esplorare siti minerari e archeologici, testimoni di ottomila anni di storia in un paesaggio che muta ad ogni tappa colori e atmosfere tra falesie, spiagge, foreste e saline, antiche tonnare, nuraghi e borghi medievali.

