Stooping Milano è una pagina Instagram nata a ottobre 2021, ispirata dal grande successo di @stoopingnyc, per mettere a sistema un’abitudine molto diffusa nelle grandi città: chinarsi per raccogliere dalla strada mobili e oggetti d’arredo abbandonati dai loro proprietari. In inglese, to stoop.
Ecco che in una città universitaria e transitoria anche per molti lavoratori come Milano, uno spazio dove condividere questo genere di segnalazioni ha raccolto un successo tale da trasformare quello che era considerato un gesto malvisto in uno stile di vita consapevole da promuovere.
Si aggirano tra i 6000 e gli 8000 gli oggetti rimessi in circolo con l’aiuto di Stooping Milano in città in poco meno di quattro anni.
Un apporto notevole, che ha scaricato il lavoro di AMSA – l’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani della città e di 14 comuni dell’Area Metropolitana – e fatto risparmiare il Comune di Milano, perché il costo dello smaltimento dei rifiuti ingombranti è di 300 milioni di euro all’anno*.
“Il mobile da strada più iconico per la community di Stooping è il divano” racconta Giulia Buttazzo, una delle due fondatrici del progetto. L’altra è Sara Ferrini, ex studentessa del Politecnico appassionata di design e di accumulo seriale di oggetti d’arredamento!
Tutto è nato dalla condivisione di un influencer milanese di un post di @stoopingnyc, che mostrava gli iconici topolini di Seletti sui gradini di una scala fronte strada. Giulia e Sara hanno intuito subito che un’altra capitale del design (campionessa purtroppo anche nella corsa al rincaro degli affitti) era pronta ad accogliere il movimento dell’economia circolare nell’arredamento!
Il pubblico che le segue è il più variegato che si possa immaginare: ha un’età compresa tra i 24 e i 55 anni, e si divide tra chi regala i propri mobili usati/segnala avvistamenti in strada e chi è pronto a dare nuova vita alle cose di casa altrui. I primi sono soprattutto milanesi con appartamenti da svuotare, o persone che stanno per lasciare la città; i secondi sono studenti e giovani lavoratori che altrimenti si dirotterebbero su Ikea o altre aziende di fast-forniture, ma così fanno la scelta più sostenibile di tutte: l’usato.
Da Città Studi, dove vivevano Sara e Giulia, il progetto si è diffuso a macchia d’olio in tutta la città, contribuendo a trasmettere sempre più l’idea che il secondhand non è solo un bisogno, è soprattutto una scelta. Il movimento è orizzontale e racconta di un’Italia che ha sì un forte legame affettivo con le “cose di casa”, ma che è anche attenta al risparmio e pronta a donare – persino se si tratta di pezzi di design.
“I mobili della nonna danno calore e un tocco vintage agli appartamenti minimalisti, il legno si presta a essere ridipinto e lavorato da chi vuole sperimentarsi con l’upcycling” spiega Giulia.
La sfida però è farsi trovare pronti: sulla pagina vengono pubblicati fino a 30 post al giorno, ma bisogna essere bravi a raggiungere il marciapiede in pochi minuti per accaparrarsi un salottino, uno specchio, una nuova lampada per il salotto…
L’idea ora è quella di sviluppare il progetto, integrando una serie di servizi aggiuntivi e uscendo dai social, anche per venire incontro alle tante richieste di chi i mobili li ha ancora in casa, ma ha già deciso di donarli.
“Abbiamo calcolato che, grazie a Stooping, per ogni kg recuperato si evita l’emissione di 3,3 kg di CO₂, contribuendo concretamente alla riduzione degli sprechi”.
Ecco allora che un’iniziativa nata dal basso si fa risposta a un problema crescente: la difficoltà di riciclo dei complementi d’arredo in Italia.
“Ogni anno nel nostro paese vengono smaltite oltre 957.900 tonnellate di rifiuti ingombranti*, la maggior parte delle quali finisce in discarica. Per darvi un’immagine reale, la quantità di rifiuti che vengono smaltiti ogni anno equivale a 40 mila tir a pieno carico che, messi uno in fila all’altro, coprono la distanza tra Roma e Milano. Questo ovviamente ha un enorme impatto ambientale” aggiungono.
“Ma la cosa più bella di Stooping è che non si tratta solo di recuperare oggetti, è un vero e proprio fenomeno sociale. Si tratta di creare connessioni. Ti fermi, parli con le persone, scopri storie. Stooping ci riporta a un concetto fondamentale: quello della condivisione. Creiamo una rete comunitaria che educa al riuso consapevole e rende il recupero degli oggetti più efficiente di qualsiasi altro canale.”
Per entrare a far parte della community degli stoopers seguite la pagina: https://www.instagram.com/stooping_milano/
*Fonte dati: https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=costinazione&width=1280&height=800&advice=si

