Il vocabolario di Fa' la cosa giusta!

Fast fashion

Nata negli anni ’80 ed esplosa a partire dal 2000 quando le aziende di moda iniziano a produrre un numero sempre maggiore di collezioni nel corso dell’anno, la “fast fashion” racchiude una ridda di significati. Un moda “veloce” perché cambia continuamente, perché invita a comprare abiti a basso costo in modo compulsivo e altrettanto rapidamente a sbarazzarsene, perché chi lavora viene sfruttato ed è costretto a ritmi insostenibili e in condizioni disumane, come al Rana Plaza, a Dacca, dove il 24 aprile 2013 crolla una palazzina di otto piani dove c’erano cinque fabbriche di capi per marchi internazionali: morirono 1.129 persone e ne rimasero ferite più di 2.500. A “Fa’ la cosa giusta!”, dove cerchiamo di coniugare etica ed estetica, la moda si chiama “critical fashion”: significa fibre naturali, artigianalità, filiere controllate, imprese sociali attente ai territori, Commercio equo e sostenibile, ma anche durata e riuso creativo dei materiali.