Quella in mostra a Fa’ la cosa giusta! è una moda bella, che all’iperproduzione preferisce la qualità, i capi su misura, e quindi la lentezza e l’attesa, ai consumi frenetici. Una moda che include e che mette al centro il rispetto per il pianeta, per i diritti sociali e per il lavoro giusto. Con questo articolo inauguriamo una serie di contributi che raccontano i progetti più innovativi che potrete incontrare nella ventesima edizione di Fa’ la cosa giusta!, e il primo che vi presentiamo parteciperà alla fiera proprio nell’area Critical Fashion: si tratta del brand di abbigliamento sostenibile Ida Tess.
La riduzione dell’impatto ambientale e la valorizzazione del senso di comunità è alle radici del nostro progetto, lo racconta bene la sede che presto ci ospiterà: una villa di fine Seicento in provincia di Vicenza con un parco bellissimo, che una società immobiliare davvero fuori dal comune, Officina27 srl, ha scelto di riportare in vita dopo 50 anni di abbandono, per renderla sede di un progetto di natura sociale.
Cosa significa “sostenibilità” per Ida Tess?
È un requisito, niente di più niente di meno. Come la qualità, la legalità o la professionalità. È alla base del nostro “modo di fare” e riguarda ogni aspetto del nostro lavoro quotidiano: ambiente, persone e governance.
L’obiettivo di garantire (o almeno provare a farlo…!) che anche le generazioni future possano soddisfare i loro bisogni non si ottiene solo con la scelta di minimizzare l’impatto sull’ambiente. Noi facciamo abiti con tessuti di recupero ma siamo davvero sostenibili perché abbiamo scelto di essere un’impresa sociale, e questo significa anche scegliere un approccio più equilibrato al business e l’aiuto all’inserimento di persone che fanno fatica a trovare lavoro, in tre parole: senso di comunità.
Produrre e promuovere prodotti sostenibili, consapevoli, upcycled o realizzati con fibre riciclate non risolve i problemi sociali e ambientali legati al mondo del fashion. Bisogna concentrarsi sul modello di business. C’è un rapporto interessante di Zero Ware Europe dedicato alla filiera tessile: “…ogni secondo, l’equivalente di un camion di vestiti viene bruciato o sepolto in discarica. La produzione tessile globale è quasi raddoppiata tra il 2000 e il 2015, mentre nello stesso periodo l’utilizzo – cioè il numero di volte che un capo di abbigliamento viene indossato prima di essere gettato – è diminuito del 36%. Finché l’obiettivo sarà produrre sempre di più, nemmeno con prodotti sostenibili riusciremo a restare nello “spazio operativo sicuro per l’umanità”
Per questo oltre a scegliere di lavorare solo con materiali di recupero di ottima qualità e dare loro una seconda vita, abbiamo scelto di essere un’impresa sociale. Siamo sostenibili alle radici. Lo siamo perché il nostro approccio non è guidato dal lucro ma dall’equità, dal desiderio di coinvolgimento di persone motivate e felici, con l’attenzione alle ripercussioni che quello che facciamo può avere attorno a noi. E il bello è che non è retorica… vedere per credere!

Perché avete scelto di partecipare alla fiera?
Ne avevamo sentito parlare e ci è sembrato subito il posto giusto per noi, ci è sembrato che fosse proprio nelle nostre corde. Un’occasione per incontrare persone già sensibili al tema e quindi predisposte a saperne di più e pronte ad apprezzare chi ci si dedica. Abbiamo partecipato la prima volta nel 2022 ed è stato proprio come immaginavamo! Per questo torniamo.

Quali novità porterete?
In previsione della fiera lavoreremo molto su linee pulite che raccontano bene la provenienza dei tessuti utilizzati. Non mancheranno mai i codici indelebili delle prove di tintura e finissaggio e i tessuti (davvero incredibili!) provenienti dai campionari dismessi delle aziende del nostro territorio. Ci piace lavorare su modelli che non passano di moda e che possano essere indossati invariabilmente al maschile e femminile, come i kimoni, le camice oversize e i gilet. Da quando siamo partiti abbiamo lavorato moltissimo sui gilet: serve poco tessuto, si presta al mix di fantasie e stoffe… e la schiena si può realizzare con i tessuti di campionario. Poi ci saranno le shopper in omaggio! Il tessuto che non riusciamo a utilizzare per l’abbigliamento infatti si trasforma in shopper, bustine, cappelli o cinture.
Fa’ la cosa giusta! è nata nel 1994 per dimostrare che un’economia sostenibile era possibile. Vent’anni dopo, il nostro è uno degli eventi di riferimento in Italia per il mondo green. Un privilegio e una responsabilità che ci portano a selezionare con cura i prodotti, le aziende e le idee migliori per il futuro da presentare al pubblico in fiera, in primavera, a Milano. Scopri come partecipare!

