Dell’Italia amiamo dire che è il paese più bello del mondo. Per questo la minaccia dell’overtourism è diventata così persistente nell’immaginario comune: perché sappiamo che la bellezza che si sperpera non sempre si recupera. Che dove al posto di una spiaggia sorge un resort, dove intere città si convertono agli affitti brevi di airbnb, dove luoghi millenari non vengono tutelati, lì attecchisce un turismo insostenibile — per le persone che in quei territori ci abitano tutto l’anno e per gli ecosistemi naturali.

C’è un elemento però che spesso non viene considerato quando si parla di overtourism: è la scarsità di infrastrutture. L’Italia è “solo” il quinto paese più visitato al mondo, dietro Spagna, Francia, Cina e Stati Uniti. Ne ha parlato sulle pagine del Corriere della Sera il giornalista Aldo Cazzullo quest’estate, spiegando che a fronte di un maggior numero di chilometri di costa (quasi 1.900 per la Sardegna, oltre 1.650 per la Sicilia), gli arcipelaghi di Canarie e Baleari (rispettivamente 1.500 e 1.400 chilometri di costa) nel 2024 hanno ospitato 33 milioni di turisti, più del triplo di Sardegna e Sicilia messe insieme.

Un dato che racconta la necessità di ripensare un turismo estrattivo “mordi e fuggi”, incapace di rigenerare i luoghi e di portare vera ricchezza al territorio. Le nostre isole infatti sono molto altro oltre al mare: custodi di tradizioni e monumenti millenari, di un mondo contadino che sta scomparendo, di artigianato unico al mondo. Dalle domus de janas sarde (le case delle fate, patrimonio UNESCO) alla Valle dei templi di Agrigento, il nostro invito è quello di rallentare per scoprire il cuore autentico di questi luoghi straordinari.
Quale modo migliore di farlo, se non a piedi o in bicicletta?

Questa è l’intuizione che da anni come Terre di mezzo perseguiamo: promuovere il turismo lento, narrare i territori, promuovere e far conoscere a livello nazionale quello che di bello già c’è. Spargere semi di futuro, per aiutarlo a nascere. Non potremmo mai farlo senza gli assessorati regionali al Turismo, che credono nel nostro lavoro e lo sostengono.

Un desiderio emerso anche dall’indagine condotta da Scomodo – testata giornalistica under 30 da oltre 500.000 copie vendute – “Vivere sull’isola: Un dialogo partecipativo tra giovani under 35 in Sicilia e Sardegna” che indaga il collegamento tra isolamento geografico e sociale. “Sicilia e Sardegna diventano un laboratorio involontario per comprendere come la precarietà si radichi nei territori, li trasformi, li svuoti di prospettive. Ma mostrano anche come i giovani sappiano inventare forme di resistenza, costruire reti di solidarietà, immaginare futuri diversi”.

E allora è anche per loro, come per tutti gli altri abitanti delle Isole, che da anni stiamo cucendo con un enorme lavoro di rete tutte le competenze già presenti sui territori, orchestrate per aiutarci a raggiungere il nostro ambizioso obiettivo. Albergatori, ristoratori, direttori di musei, contadini, artisti locali, guide turistiche, tour operator, amministrazioni, comuni cittadini: solo insieme possiamo fare la differenza!

Perché proprio noi?

Perché in Italia siamo il punto di riferimento editoriale per tutti coloro che vogliono mettersi in viaggio a piedi e in bicicletta. Percorsi è il nome della nostra collana dedicata a chi viaggia a piedi e in bicicletta, nata nel 1999 con la prima guida al cammino di Santiago de Compostela in Italia, sin da allora con l’intento di avvicinare il pubblico alla riscoperta degli antichi cammini e di un modo di viaggiare diverso e sostenibile.

Dal 2004 organizziamo la fiera Fa’ la cosa giusta!, perché crediamo che soltanto incontrandoci dal vivo possiamo riscoprire ciò che abbiamo in comune. Nel 2022 è nata la Fiera dei Grandi Cammini, un’intera area dentro Fa’ la cosa giusta! dedicata alla promozione dei percorsi a piedi e in bicicletta, per permettere al grande pubblico di conoscere un modo diverso per scoprire l’Italia e le sue bellezze nascoste. Dal 2017 un’intera giornata è dedicata allo studio del fenomeno con il convegno “Italia, Paese di Cammini”, con tavole rotonde, presentazione e analisi di dati, studi e testimonianze da parte delle Istituzioni nazionali e regionali che si occupano di promozione turistica, associazioni e reti locali.

Un mondo che cresce anno dopo anno: dai dati che abbiamo raccolto, i camminatori italiani nel 2024 erano almeno 191.465, quasi il 30% in più rispetto al 2023, anno che a sua volta aveva segnato una crescita pari quasi al 25% rispetto all’anno precedente. Un fenomeno che diventa un’occasione di identità per i territori, come nel caso delle regioni Sicilia e Sardegna, ma anche per sognare un’idea di turismo differente.

NOI CAMMINIAMO IN SARDEGNA

“La Sardegna è una terra fantastica per essere camminata, una terra dove non ci si annoia mai, dove a ogni curva c’è una sorpresa”. Parola di Riccardo Carnovalini, uno dei più grandi camminatori italiani, tra gli ideatori del Sentiero Italia nonché compagno di viaggio di Paolo Rumiz nella riscoperta della Via Appia.
Noi camminiamo in Sardegna è un appuntamento annuale che dal 2022 porta sull’Isola, all’inizio del mese di ottobre, giornalisti, content creator, tour operator e fotografi, coordinati dal nostro team: per alcuni giorni percorrono contemporaneamente i tanti itinerari dell’Isola, alla scoperta dei suoi diversi territori, a contatto con le comunità locali e le sue antiche tradizioni.
L’evento è organizzato da Regione Sardegna, assessorato del turismo, artigianato e commercio, in collaborazione con Terre di mezzo Editore, e con il patrocinio del Ministero del Turismo.
Sull’isola esistono 8 itinerari ufficialmente riconosciuti: il Cammino minerario di Santa Barbara, il Cammino di Sant’Efisio, il Cammino 100 Torri, la Via dei Santuari, il Cammino Francescano in Sardegna, il Cammino dei Beati, il Cammino di Santu Jacu e il Cammino di San Giorgio Vescovo.

Più lento, più profondo, più vero, verrebbe da parafrasare. Qui, a te che vai a piedi, bastano pochi giorni per lasciarti avvolgere da una natura e da incontri che risvegliano insieme il silenzio e il racconto, e te ne fanno sentire parte. Qui il turismo è fatto di relazioni, con la terra, gli uomini e le donne. E vorresti sempre ritornare.
Miriam Giovanzana, direttore editoriale Terre di mezzo

I numeri parlano chiaro: dal 2022 al 2024, i camminatori sull’Isola sono passati da 900 a oltre 5500, un segno evidente del valore del modello turistico sostenibile, centrato su ambiente, autenticità e relazioni umane. Noi Camminiamo in Sardegna è più di un progetto: è un invito a vivere l’Isola tutto l’anno, lasciandosi guidare dallo spirito di scoperta a passo lento.
L’iniziativa apre anche nuove prospettive di sviluppo dell’offerta turistica, per esempio in ottica di accessibilità, come nel caso del progetto L’Isola che accoglie: Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna ad Alghero, Carloforte, La Maddalena e Orosei.

Vi invitiamo a scoprire gli otto itinerari iscritti nel Registro dei Cammini della Sardegna, e le otto destinazioni di pellegrinaggio – borghi contraddistinti da una straordinaria devozione popolare, dove l’ospitalità offre a viaggiatori e pellegrini un’esperienza di vacanza immersiva lungo itinerari e siti di straordinaria bellezza – sul sito noicamminiamoinsardegna.it

SICILIA A PIEDI E IN BICICLETTA

Nei secoli molti popoli l’hanno abitata: romani, bizantini, musulmani e normanni, che hanno lasciato tracce, testimonianze ormai intrinseche fuse nella cultura, nell’arte, nella musica, nella cucina, nell’architettura. Da domenica 26 ottobre 2025, proprio quando si svolgerà Camìna e talìa, la giornata regionale dedicata ai Cammini in Sicilia, con oltre 28 eventi in tutta l’Isola, noi di Terre di mezzo cammineremo sui passi di antiche e nuove Vie, entreremo in contatto con le comunità locali, mangeremo alla loro tavola, sperimenteremo gli usi e i costumi.

Ma non saremo soli: insieme a noi ci saranno alcuni tra gli animatori dei cammini del territorio – Davide Comunale, Irene Marraffa, Giovanni Guarneri e Totò Trumino – ma anche giornalisti nazionali, content creator e fotografi invitati per l’evento.
Cammineremo contemporaneamente, divisi in gruppi, su tre itinerari della Sicilia orientale, due a piedi e uno in bicicletta. Visiteremo luoghi di grande fascino, come la splendida città di Caltagirone famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche, ripercorreremo i passi dei Normanni e pedaleremo fino ai Calanchi del Cannizzola, noti anche come “deserto dei Calanchi”. Vedremo territori e borghi splendidi, lontani dalle solite “rotte turistiche”, luoghi da visitare in ogni periodo dell’anno, a piedi o su due ruote, lentamente, per scoprire un’Isola unica al mondo.

Il press tour “Sicilia a piedi e in bicicletta” è promosso dall’Assessorato Regionale Turismo, Sport e Spettacolo di Regione Siciliana ed organizzato in collaborazione con Terre di mezzo Editore, nell’ambito del PR FESR Sicilia 2021/2027 Azione 4.6.2