Prendersi cura di sé è una necessità e, per molti, anche un piacere. Farlo nel rispetto della natura può diventare un modo per influenzare un’industria, quella cosmetica, che sta acquisendo un peso specifico sempre più rilevante nell’economia dei nostri paesi.
Secondo le ultime statistiche fornite dall’Associazione Europea dell’Industria Cosmetica (Cosmetics Europe), il valore complessivo del mercato cosmetico europeo ha superato gli 80 miliardi di euro. Numeri impressionanti, che ci spingono a riflettere sull’impatto che le nostre scelte di tutti i giorni possono avere sulle decisioni portate avanti da industrie che producono in questo settore.
Tutti noi acquistiamo prodotti per la cura del corpo, dei capelli e del viso. E se iniziassimo a farlo in maniera più responsabile? Come cambierebbero i prodotti che potremmo trovare sugli scaffali dei supermercati e delle profumerie?
Le aziende che scelgono di utilizzare prodotti a base di estratti naturali, oli essenziali e ingredienti biologici potrebbero guadagnare una maggiore visibilità. E, considerando che spesso queste sono le stesse aziende che portano avanti pratiche etiche, come il commercio equo e solidale, potremmo assistere a un aumento di marchi che si impegnano a garantire condizioni di lavoro giuste e a sostenere le comunità locali, influenzando positivamente l’industria. Scegliere cosmetici naturali, infatti, spesso significa anche supportare piccole aziende e produttori locali, riducendo l’impatto ambientale legato al trasporto di materie prime.
Ma non solo, acquistare cosmetici naturali si rivela importante anche per la nostra salute. Sebbene non tutti i composti chimici siano tossici, molti ingredienti presenti nei prodotti cosmetici possono essere nocivi per la salute umana e per l’ecosistema. Conservanti dannosi, tensioattivi aggressivi, siliconi e derivati del petrolio sono solo alcuni esempi. Un caso emblematico è quello del “Butylphenyl Methylpropional”, noto come “Lilial”, un ingrediente che è stato vietato solo nel marzo 2022 per i suoi effetti dannosi sul sistema riproduttivo ma che per anni è stato impiegato in profumi, bagnoschiuma e saponi.
Come possiamo aumentare la nostra consapevolezza nei confronti dei prodotti che utilizziamo quotidianamente? Innanzitutto diventa importantissimo imparare a leggere le etichette. Nell’INCI, il sistema di denominazione internazionale che stabilisce come indicare la composizione dei prodotti sull’etichetta, “gli ingredienti devono essere ordinati secondo la quantità in cui sono presenti nel prodotto, dalla quantità maggiore alla minore. Quindi quelli che leggete per primi, sono i predominanti. Al di sotto dell’1% di concentrazione, gli ingredienti possono essere menzionati in ordine sparso. Alcune marche non seguono del tutto l’ordine di concentrazione per non lasciare per ultimi gli ingredienti più preziosi. Si scrivono con il nome latino gli ingredienti derivati da piante che non abbiano subito nessuna trasformazione chimica. Per il resto, si usa il nome scientifico” (Belle di natura. Manuale illustrato di cosmesi biologica di Maru Godas, Terre di mezzo Editore). Ci sono poi alcune certificazioni che indicano che un cosmetico è naturale e biologico, e garantiscono la qualità e la provenienza dei prodotti come Cosmos, NaTrue, Ecocert, Cosmebio, Demeter, Imo, Soil Association, Usda Organic e Natural Products Association.
La cosmesi naturale rappresenta quindi una scelta consapevole e responsabile, capace di unire bellezza e salute. Scegliere prodotti naturali non è solo una tendenza, ma un passo verso un futuro più sostenibile per noi e per il nostro pianeta.

