Tra le realtà più innovative presenti nell’area dedicata al Turismo alla ventunesima edizione di Fa’ la cosa giusta! c’era Remoove di Andrea Tomasoni e Mattia Bonanome.
Già dal nome si intuisce l’anima del progetto: re-move, rimettere in moto. Con quella doppia “o”, che sembra disegnare le ruote di una bicicletta. E infatti il cuore del progetto è la bici, “un mezzo attivatore di felicità”, raccontano. La libertà nel movimento resa possibile dalle due ruote, per tutti.
Ciao Mattia! Ci racconti cos’è Remoove, e quali servizi offre?
Remoove è un ecosistema dedicato alla mobilità inclusiva e sostenibile, che nasce con l’obiettivo di rimuovere le barriere, fisiche e mentali, per rendere gli spazi accessibili a tutti.
Il vostro motto è abilitare la società.
Sì! Lavoriamo per garantire una mobilità inclusiva che renda gli ambienti più accoglienti e funzionali per tutti. Abbiamo approfondito le condizioni che possono rappresentare un limite – come la ridotta mobilità, le esigenze di supporto o di adattamento – ma il nostro sogno è che il nostro lavoro sia visto non come un servizio ‘per qualcuno’, ma come un’opportunità di miglioramento collettivo. Un territorio senza barriere è più vivibile per chiunque, e questo è il vero significato di turismo inclusivo..
Anche perché le necessità di una persona con disabilità sono più comuni di quanto non si pensi.
Persone con disabilità, anziani e famiglie con bambini hanno esigenze molto simili. Dove passa una carrozzina passa un passeggino. Una pulsantiera verticale e non orizzontale impedisce sia a un bambino, sia a una persona alta 120 cm, di premere il bottone per l’ultimo piano. Sono solo alcuni esempi di situazioni che mettono tutti sullo stesso piano: in certi momenti della vita siamo tutti disabili. Per qualcuno è una situazione temporanea, per altri è permanente.
Così avete cominciato a visitare le fiere della mobilità in Danimarca, Germania e Olanda per incontrare le aziende leader del mercato europeo e portare i loro prodotti in Italia.
Mettiamo a disposizione soluzioni di mobilità adattata, con biciclette speciali, tandem, trike e altri mezzi studiati per chi ha disabilità o esigenze particolari. Collaboriamo con enti pubblici e privati per ripensare gli spazi in chiave inclusiva, aiutando città, territori e strutture turistiche a diventare più consapevoli ed accessibili.
Crediamo che l’esperienza diretta sia fondamentale: per questo abbiamo creato una rete di test center e punti noleggio in tutta Italia, dove chiunque può provare i nostri mezzi prima di sceglierli. Inoltre, organizziamo eventi e percorsi formativi per sensibilizzare sul tema dell’inclusione nella mobilità e nel turismo, contribuendo a costruire un mondo senza barriere.
Un progetto a 360 gradi, che ha come obiettivo quello di rimettere in moto talenti, energie, persone che non si muovono. Ci raccontate l’aneddoto più bello di questo percorso?
All’Alzhaimerfest del 2019, il consorzio delle case di riposo del Trentino aveva organizzato una biciclettata da Levico a Treviso. Una carovana di bici tradizionali, insieme alle nostre special bike, ha pedalato da una RSA all’altra, raccogliendo gli ospiti che si erano candidati per fare un giro. Lì abbiamo potuto sperimentare cosa significa ridare la libertà di movimento a persone che sono parcheggiate. La bicicletta è un attivatore di felicità, che consente di vivere e rivivere luoghi ed emozioni. E può trasformarsi in un’esperienza finalmente paritaria, grazie alla bici elettrica ad esempio, con chi non ha le tue difficoltà.

A Fa’ la cosa giusta! i visitatori si sono fatti incuriosire dalle biciclette inclusive ma anche da alcuni modelli particolari come Indimob coupé (in foto), un veicolo a pedalata assistita su tre ruote che strizza l’occhio al comfort e alla sicurezza di un’autovettura. Di nuovo, una soluzione per tutti.
Quali sono per voi le parole chiave del turismo accessibile?
In primis, sostenibilità: un territorio accessibile è un territorio migliorei. La mobilità inclusiva si inserisce perfettamente in un turismo dolce e responsabile, che valorizza l’ambiente, il paesaggio e le comunità locali.
Poi esperienza: il turismo è prima di tutto un’opportunità di scoperta, relazione e condivisione. Creare le condizioni affinché chiunque possa vivere appieno un luogo significa rendere quell’esperienza più autentica e significativa per tutti.
Ma anche autonomia: la possibilità di muoversi liberamente è ciò che rende un viaggio davvero appagante. Offriamo soluzioni che ampliano le possibilità di movimento, senza vincoli e senza la necessità di assistenza costante.
Infine, innovazione: l’accessibilità non è un concetto statico, ma un processo in continua evoluzione. Progettiamo e proponiamo nuove soluzioni per abbattere ostacoli e ripensare gli spazi in modo più funzionale e accogliente, affinché l’accessibilità diventi la norma e non un’eccezione.
Si stanno facendo passi avanti in questa direzione?
Negli ultimi anni si è iniziato a comprendere che l’accessibilità non è solo un tema legato alla disabilità, ma un vantaggio per l’intera società. Città, enti turistici e aziende stanno diventando sempre più consapevoli dell’importanza di progettare spazi e servizi per tutti, e noi di Remoove lavoriamo proprio per accelerare questo cambiamento. Abbiamo collaborato con realtà che vogliono trasformare il turismo e la mobilità in un’esperienza realmente accessibile: dalla mappatura del Parco della Maremma, alla partecipazione ad eventi come I Suoni delle Dolomiti, fino alla creazione di percorsi e servizi per il cicloturismo accessibile. C’è ancora molto da fare, ma la direzione è chiara: un mondo senza barriere è un mondo migliore per tutti.
Un effetto collaterale è il divertimento anche per chi sta vicino, ed è spesso vittima del senso di colpa.
Proponiamo servizi alla persona che mettono al centro la felicità e il benessere, in un’ottica ludica. Le persone con disabilità molte volte si vergognano, perché in Italia abbiamo ancora bisogno di farci l’occhio: cerchiamo mezzi che non abbiano solo una funzionalità ma anche un’estetica, per non far sentire sotto il riflettore nessuno quando usa un mezzo speciale.
Se questa intervista ti è piaciuta e ti interessa leggere altri contenuti simili a questo, iscriviti alla nostra newsletter mensile La storia giusta, dedicata agli stili di vita sostenibili. Compila ora il form per riceverla nella tua casella di posta il mese prossimo!

