Cambiamenti climatici

La foto è datata, tutti riconosciamo Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Ma quel messaggio scritto a mano, “Change Climate Change”, non può non ricordarci i cartelli che vediamo nelle piazze dei Fridays For Future. La questione non solo è ancora aperta, ma sempre più urgente. Uno dei focus dell’edizione 2020 della nostra Fiera sarà proprio dedicato ai cambiamenti climatici.

Climate change e migrazioni

Il surriscaldamento globale sta incidendo in maniera importante sui processi migratori. A causa della siccità o dell’innalzamento delle acque, alcune popolazioni si trovano obbligate ad abbandonare la loro terra in cerca di aree più vivibili, andando incontro a un futuro incerto o fortemente vincolato agli aiuti umanitari internazionali. I processi migratori legati ai cambiamenti climatici, però, non riguardano solo le Isole del Pacifico, le zone desertiche o quelle colpite da uragani, ma anche le aree urbane. Quartieri cittadini considerati fino ad oggi aree periferiche diventano zone abitative di prestigio, perché meno calde, lontane dal rischio allagamenti oppure adiacenti a parchi, giardini e aree verdi, con il conseguente innalzamento dei prezzi e il cambiamento della composizione sociale degli abitanti. Questi sono i fattori che spingono a parlare di gentrificazione climatica, fenomeno che ha rilevanti effetti anche sui processi migratori. E a pagarne le conseguenze sono i più poveri.
Come affrontare questa urgente sfida per rendere le città e le aree più vulnerabili del pianeta resilienti ai cambiamenti climatici? Se ne parlerà, sabato alle 14.30, con Laurence Hart, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM.-Organizzazione Internazionale per le Migrazioni; Philippe Lamberts, europarlamentare; Caterina Sarfatti, Head Inclusive Climate Action per C40 Cities; Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano.

Climate change e deforestazione

Borse di pelle, mobili pregiati, salumi e formaggi DOP o IGP sono eccellenze del Made in Italy e prodotti della tradizione che rendono l’Italia famosa in tutto il mondo, ma che sono legati a doppio filo con la deforestazione tropicale. Due facce della stessa medaglia raccontate all’interno del documentario Deforestazione Made in Italy, di Francesco De Augustinis, videomaker e giornalista freelance, che verrà presentato sabato alle 16 in Sala Amazzonia. Un documentario indipendente pubblicato nell’agosto del 2019, poco prima della stagione record degli incendi in Amazzonia, che indaga le vere cause della deforestazione, seguendo i flussi di materie prime che ogni giorno dal Sudamerica attraversano l’Oceano Atlantico fino in Europa e in Italia.
Fra traffici illeciti di rifiuti e inquinamento industriale, l’Italia settentrionale inizia seriamente a fare i conti con l’impatto ambientale e sanitario, eredità di un secolo di sviluppo industriale ed economico insostenibile. Attraverso la fotografia di paesaggio, il giornalismo e la cartografia, Luca Quagliato, fotografo, e Luca Rinaldi, giornalista e membro dell’IRPI-Investigative Reporting Project Italy, racconteranno 70 casi di inquinamento: da Torino a Venezia, passando per Milano, Brescia e Vicenza, tra discariche abbandonate, insediamenti industriali, quartieri costruiti sui veleni e roghi di rifiuti. Sabato 7 marzo alle 16 in piazza Terre di mezzo verrà presentato il libro-inchiesta La Terra di Sotto. Viaggio nel contaminato Nord Italia. Durante l’incontro i due autori parleranno anche delle persone impegnate nella lotta quotidiana per la salvaguardia del proprio territorio.

Chi finanzia la crisi climatica?

Banche, fondi assicurativi e assicurazioni continuano a investire su aziende che utilizzano fonti fossili, ma ci sono anche realtà che investono su imprese che fanno della sostenibilità una scelta di fondo. Insieme a Andrea Barolini, Valori.it, Antonio Tricarico, Re:Common e Francesca Colombo, Etica Sgr, si parlerà delle connessioni tra crisi finanziaria e climate change all’interno dell’incontro “Se il clima fosse una banca lo avrebbero già salvato”, sabato alle 16 in piazza Terre di mezzo Editore.
Da venticinque anni le COP, Conferenze delle Parti sul clima, sono lo strumento scelto dalla Nazioni Unite per affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici. La COP21 di Parigi e la COP25 di Madrid però non hanno raggiunto i risultati sperati. Sono ancora lo strumento più adatto? “Le Nazioni Unite ci salveranno dai cambiamenti climatici?” sarà un dibattito che affronterà due tesi contrapposte: chi sostiene che le COP siano l’unico modo per garantire a tutti, anche ai paesi in via di sviluppo, uguale “peso decisionale”, e chi si trova in totale disaccordo; chi pensa che sia necessario trovare un metodo alternativo e chi, invece, cerca soluzioni per far funzionare questo sistema. Ne
parleranno Andrea Barolini, Valori.it, Mariagrazia Midulla, WWF Italia e Andrea Masullo,
Greenaccord, domenica alle 14 in piazza Terre di mezzo Editore.
“La crisi climatica è (anche) una questione di genere”, un incontro in cui si approfondiranno le connessioni tra crisi climatica, questione di genere e diritti umani, a partire dalla COP25 di Madrid in cui i capi di stato di tutto il mondo hanno affrontato il tema. Insieme al giornalista di Valori.it. Andrea Bartolini; Sveva Magaraggia, docente di sociologia dell’Università Milano-Bicocca; Antonella Parisotto di Arci Milano; gli attivisti di Fridays For Future Milano e le attiviste di “Non Una Di Meno”. Organizzato da Arci Lombardia.

Clima e sostenibilità

Elevata urbanizzazione e agricoltura intensiva frammentano in maniera preoccupante gli habitat naturali, non consentendo alle specie di muoversi nel proprio ambiente. Una condizione diffusa in diverse aree della pianura Padana, che rischia di minare il delicato equilibrio tra natura e attività dell’uomo, specialmente negli ecosistemi limitrofi a corsi d’acqua. “Che cosa c’è nella trappola? Come monitorare gli effetti degli interventi ambientali su specie animali e vegetali”, appuntamento a cura di Legambiente Lombardia, aiuterà a scoprire come monitorare le specie di flora e fauna presenti e come effettuare interventi di riqualificazione ecologica di questi habitat (domenica alle 11, piazza Il Porto di Fa’ la cosa giusta!).
L’agricoltura contadina è una delle soluzioni per per “raffreddare il pianeta”, se ne parlerà all’interno di un incontro dedicato, sabato alle 14.30, allo stand Arci Lombardia. Insieme a: Miriam Martinelli, studentessa di agraria e attivista di Fridays For Future Milano; Nino Quaranta, ARI-Associazione Rurale Italiana; Andrea Di Stefano, direttore rivista Valori.it; Walter Ganapini, membro onorario del comitato scientifico dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. L’iniziativa è in collaborazione con AgriCultures-collettivo FocusPuller.
Clima e sostenibilità saranno al centro delle attività proposte dalla Rappresentanza a Milano della Commissione Europea: una escape room dove i partecipanti saranno coinvolti nella caccia al “GreenDeal, Salviamo il Pianeta”, una ricerca che coinvolgerà il pubblico con prove, giochi e quiz sul nuovo patto europeo per il clima e la sostenibilità. Nell’ultimo secolo i ghiacciai alpini hanno perso il 50% della loro copertura e la maggior parte è sparita negli ultimi trent’anni. Il rapido ritirarsi dei ghiacciai non significa solo la perdita di paesaggi affascinanti, ma comporta la scomparsa di importanti riserve di acqua dolce. A questo fenomeno, poi, è collegato lo scioglimento del permafrost, i terreni perennemente ghiacciati, che porta a una maggiore instabilità del suolo, con rischi pesanti per le infrastrutture di alta quota.
Questo fenomeno interessa anche l’arco alpino e il Gran Sasso, dove Legambiente il 27, 28 e
29 settembre 2019, ha organizzato l’iniziativa “Requiem per un ghiacciaio”, veglia funebre
realizzata per denunciare ciò che sta accadendo sulle montagne italiane, dove la
temperatura cresce a una velocità doppia rispetto alla media globale e le conseguenze della crisi climatica sono evidenti. Su questo tema si rifletterà sabato alle 17 in piazza Il
Porto di Fa’ la cosa giusta!, insieme a Marco Giardino, segretario nazionale del Comitato
Glaciologico Italiano; Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente; Claudia Apostolo,
giornalista; Paola Fagioli, vicepresidente AITR.
Anche il panorama impiantistico delle montagne sta cambiando e così il turismo
invernale. Se da un lato si osserva un aumento delle buone pratiche che valorizzano il
turismo a basso impatto ambientale, dall’altro rimane lo spettro dei resti abbandonati dei
vecchi impianti sciistici, ormai inutilizzati, che difficilmente vengono riqualificati e resi
sostenibili. Sabato alle 11, Legambiente proporrà una fotografia di quel che si sta muovendo
nel mondo del turismo invernale nelle Alpi e sugli Appennini, con la presentazione del
dossier Nevediversa 2020.
Negli ultimi decenni a causa dei cambiamenti climatici, della perdita della biodiversità e dell’uso di pesticidi si è assistito a un lento declino delle api. Gli insetti impollinatori giocano un ruolo fondamentale all’interno degli ecosistemi, e la loro scomparsa potrebbe avere impatti importanti anche sulla nostra vita. I primi effetti sono già visibili e molti apicoltori si trovano a dover giustificare prezzi più alti rispetto a quelli delle grandi aziende, “in nome di mieli di qualità”. Se ne parlerà con Paolo Fontana, scrittore, autore del libro Il piacere delle Api, e Mauro Veca, apicoltore metropolitano, all’interno dell’incontro “Se le api potessero parlare… Come sta cambiando la vita di questi preziosi insetti e anche la nostra”, sabato alle 15.30.

Economia circolare e impatto zero

Nel 2018 Daniela Ducato è stata nominata l’imprenditrice più influente e innovativa d’Italia dalla rivista americana Fortune, che ogni anno stila la classifica delle donne in grado di cambiare il mondo. Ha contribuito alla nascita delle filiere Edizero. Architecture for Peace, industrie verdi della Sardegna, eccellenze nel campo delle biotecnologie, che tramite processi di economia circolare producono a km quasi zero. All’interno dell’incontro “Gli scarti sono oro. La rivoluzione di Daniela Ducato, l’imprenditrice più innovativa d’Italia”, sabato alle 12 in piazza Terre di mezzo Editore, si parlerà del suo lavoro, del suo impegno per un’economia sostenibile, di come le nostre
scelte quotidiane abbiano un impatto ambientale rilevante. Nel tempo Daniela Ducato ha dimostrato come la soluzione sia quasi sempre negli scarti delle produzioni agricole: ad esempio i pannelli termici e acustici, prodotti da Edizero, sono realizzati grazie all’utilizzo di residui di lavorazione della canapa, del sughero e lana di pecora. Quest’ultima diventa anche il materiale di base per creare barriere che assorbono petrolio o altri inquinanti finiti in mare, mentre gli ingredienti delle pitture murali sono invece calce, terre ed eccedenze vegetali. L’imprenditrice racconterà inoltre di voler creare una “biblioteca della ricerca”, a cui possano accedere esperti di vari settori: un database unico in cui catalogare tutte le ricerche fatte e i risultati ottenuti, perché il punto di arrivo di uno studio può essere la partenza di uno nuovo.
Zero Waste: come vivere senza rifiuti (o quasi!) è un incontro per raccontare la filosofia e
lo stile di vita zero waste, un movimento che sta crescendo velocemente anche in Italia. Terry, co-fondatrice di Green Tribu, spiegherà come ogni individuo può diminuire i propri rifiuti cambiando alcune abitudini, senza stravolgerle.
L’imitazione della natura può essere una soluzione per “salvare il pianeta”? Attraverso lo studio e l’osservazione delle caratteristiche dell’ecosistema, è possibile individuare modelli di riferimento per ideare nuove tecnologie green e apprendere che imitare la natura può rendere più sostenibile il proprio stile di vita. Insieme agli esperti di Biomimicry, durante i tre giorni di fiera, ragazzi e adulti avranno la possibilità di addentrarsi nell’universo della biomimesi o bio-ispirazione, una disciplina emergente che studia i meccanismi di adattamento e le specificità del mondo naturale.

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