I servizi per i poveri nei giorni del coronavirus

L’emergenza coronavirus non ha cancellato la povertà. Migliaia di persone continuano ad avere bisogno di mense, dormitori, centri di ascolto, ambulatori. In queste ultime due settimane le associazioni di volontariato che gestiscono questi servizi a Milano si sono riorganizzati per cercare di mantenerli aperti nel rispetto delle ordinanze della Regione Lombardia e del Governo per evitare il contagio. Molte di queste realtà partecipano da anni a Fa’ la cosa giusta!, insieme organizziamo ogni ottobre La Notte dei senza dimora. Vogliamo raccontarvi lo sforzo che stanno compiendo per continuare ad aiutare chi vive in strada. La solidarietà non è venuta meno, ma ha dovuto adattarsi. E così, ora nel pacco viveri per le persone povere c’è anche un flaconcino di Amuchina. L’idea è venuta alla Ronda della Carità e solidarietà, associazione nata nel 1998 per assistere i senza dimora a Milano: quattro sere a settimana i suoi volontari girano la città con un’unità di strada per portare assistenza, cibo e vestiario di emergenza. Inoltre, dal 2013 ha aperto un centro diurno, in via Picozzi 21. “Ci è sembrato importante fornire anche a chi è più fragile la possibilità di disinfettare mani o oggetti della propria esistenza”, spiega Magda Baietta, presidente dell’associazione.

Nei primi giorni in cui è scoppiata l’epidemia, la Croce Rossa Italiana di Milano ha distribuito in strada oltre 600 pasti, il doppio rispetto a quanto avveniva solitamente, perché alcune realtà avevano dovuto chiudere per riorganizzarsi. Come Il Pane Quotidiano, storico ente che distribuisce generi di prima necessità nelle due sedi di viale Monza e via Toscana, che è rimasto chiuso fino al 2 marzo. Ora ha ripreso la consueta distribuzione ma per evitare file ha ampliato gli orari di apertura (dalle 8 alle 12) e sono sempre presenti anche volontari e operatori della Croce Rossa Italiana per informare le persone su coronavirus e norme igieniche da seguire per prevenire il contagio.

Le mense per i poveri (da quella di viale Piave dell’Opera San Francesco al Refettorio Ambrosiano) sono aperte, ma distribuiscono “solo” cibo da asporto. Purtroppo non è per ora possibile far mangiare le persone in uno stesso ambiente. I dormitori non hanno mai chiuso, invece: non si poteva certo buttare in strada centinaia di persone. E sono rimasti aperti anche gli ambulatori con i medici volontari. Il Naga ha anche tradotto le indicazioni igieniche del Ministero della salute in inglese, spagnolo, francese, romeno, cinese, arabo. Progetto Arca ha potenziato le sue unità di strada, con infermieri o medici volontari. I centri di ascolto di Caritas Ambrosiana nelle parrocchie sono aperti ma ricevono su appuntamento per evitare assembramenti.

Sono rimasti aperti anche tutti gli empori solidali di Milano, anche se ora le famiglie possono andare a fare la spesa su appuntamento.  

L’emergenza coronavirus, però, sta facendo lievitare i costi di tutti questi servizi. Volontari e operatori vengono infatti dotati di mascherina, guanti e gel disinfettanti. “Ma i costi stanno lievitando -racconta Magda Baietta della Ronda della carità-. Le mascherine ora costano 3 euro più Iva l’una. L’unità di strada è composta ogni volta da sei o sette volontari. Inoltre, usiamo le mascherine anche al centro diurno sia per i volontari che per gli ospiti che in media sono una ventina”. In pratica, tra mascherine, guanti e amuchina sono qualche centinaio di euro al giorno. Per questo la Ronda della Carità ha lanciato sulla sua pagina Facebook un appello:

“Cari amici, sul mercato i materiali scarseggiano e hanno un prezzo elevato. Se dovessimo esaurire le nostre scorte, dovremo interrompere i nostri servizi. Contiamo sul vosto aiuto per l’acquisto di mascherine, guanti e igienizzanti. Qualunque donazione, per quanto piccola, ci aiuterà molto”.

Redazione: Dario Paladini

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