Condividiamo l’appello pubblicato il 5 settembre 2025 da Tsiryparma, associazione di volontariato per la tutela delle foreste in Madagascar che sosteniamo dal 2023.
Quest’anno sembra che il pepe selvatico nella foresta di Vohidahy abbia dato una produzione eccezionale, probabilmente legata al fatto che nei mesi estivi di febbraio e marzo non sono passati cicloni. Dal mese di agosto centinaia e centinaia di raccoglitori si sono riversati nella foresta con sacchi, machete e asce per la raccolta stagionale della spezia pregiata.
Sono persone limitrofe al Comune di Vohidahy, riunite in squadre commissionate da collettori e affaristi che le ingaggiano per la raccolta. Si accordano per un prezzo di circa 5 euro al chilogrammo fresco. Il prodotto viene consegnato nei principali mercati di scambio della zona, posti a diversi chilometri di distanza dalla foresta.
Il periodo di maturazione del pepe selvatico di Vohidahy va da fine agosto a novembre. Raccogliere il pepe a fine agosto significa raccogliere un prodotto per il 60% immaturo.
I raccoglitori, una volta entrati nella foresta, individuano le piante di pepe selvatico, le cui liane sono agganciate a piante tutrici e producono le bacche di pepe ad altezze che vanno dai 5 ai 30 metri di altezza. Per fare prima, e per non rischiare di cadere, i raccoglitori abbattono la pianta tutrice. L’abbattimento dura anche diverse ore, in base alla dimensione e alla durezza della pianta. A volte l’ascia colpisce anche la liana di pepe selvatico tagliandola alla base.
La pianta tutrice nella sua caduta abbatte a sua volta dalle tre alle sei piante, e se per caso resta impigliate ad altre allora è necessario abbattere anche quelle. Una volta caduta a terra la pianta, i raccoglitori raccolgono tutto il prodotto, sia maturo sia immaturo. La liana, che subisce sforzi e tiramenti durante la caduta della pianta tutrice, raramente può sopravvivere negli anni successivi, ma in alcuni casi riesce a trovare l’appiglio di altre piante e a ricrescere verso l’alto.
Normalmente, una liana di pepe selvatico nella foresta entra in produzione tra il settimo e il decimo anno di vita, ossia quando raggiunge la luce nella parte alta della volta forestale. Senza luce e sole, una liana di pepe selvatico non può entrare in produzione. Otto chilogrammi di prodotto fresco, una volta seccati al sole, forniranno un chilogrammo di prodotto secco.
Noi di Tsiryparma, appoggiati dalla Comunità locale di Vohidahy e dai suoi “Custodi della Foresta”, che da anni lottiamo per la tutela della foresta, abbiamo informato il corpo forestale di Ambositra, che però non può fare nulla in una situazione simile, che vede il coinvolgimento di un numero cosi elevato di persone. Anche il Comune di Vohidahy e il Sindaco sono impotenti di fronte a tutto questo. I membri del controllo forestale che hanno provato a fermare queste squadre di raccoglitori sono stati minacciate di morte e si sono trovate di fronte l’ascia, un mezzo per intimorirli e spaventarli.
Siamo inermi di fronte a questo assalto alla foresta, che oltre all’abbattimento delle piante tutrici vede anche la deturpazione dell’ambiente attraverso il disturbo e la raccolta di altri prodotti forestali: spesso queste persone cacciano anche uccelli e lemuri per il loro autoconsumo.
Un vero disastro ecologico dovuto alla raccolta di questa spezia pregiata che poi finisce principalmente nei piatti di noi occidentali —magari di qualche grande chef che si vanta per il gusto e il profumo della sua pietanza, non sapendo che dietro a quel profumo si cela la deturpazione della foresta naturale del Madagascar.
Voi consumatori e acquirenti potete fermare tutto questo non acquistando il pepe selvatico di provenienza incerta e non “tracciata”. Nel dubbio, e senza prove tangibili di una raccolta autorizzata e ben gestita, è consigliabile non acquistare il pepe selvatico del Madagascar.
Tsiryparma dal 2015 sta sperimentando tecniche di moltiplicazione del pepe selvatico scoprendo che la specie si può facilmente coltivare anche fuori dalla foresta. Abbiamo anche formato le popolazioni locali a una raccolta sostenibile, che prevede l’arrampicamento sulla pianta tutrice.











