A marzo 2024 è iniziata una collaborazione significativa con l’associazione Tsiry Parma per la realizzazione del progetto “Custodi della foresta”, che si focalizza sulla protezione della foresta naturale del Madagascar coinvolgendo direttamente la comunità locale del Comune di Vohidahy.
Il progetto “Custodi della foresta”
Il progetto, attivo dal 2019, mira a coinvolgere in prima linea 52 degli 11.000 abitanti del Comune di Vohidahy, un’area di circa 30.000 ettari di cui 8.000 ancora fortunatamente ricoperti dalla foresta, che il progetto si propone così di tutelare. Quattro membri formano l’organo direttivo, mentre gli altri 48 sono distribuiti negli otto villaggi che compongono il comune, fungendo da referenti per ciascuna zona. Le loro attività principali includono la sensibilizzazione della popolazione locale e il pattugliamento della foresta per prevenire attività illegali come il taglio e la combustione degli alberi della foresta, qui conosciuta come “tavy”.
“Se i contadini riescono a sostentarsi e a capire la minaccia della deforestazione per la loro stessa vita, hanno tutti gli strumenti per essere loro stessi custodi della foresta” raccontava Sara Segantin, scrittrice e attivista che ha incontrato l’associazione in Madagascar lo scorso anno, in un approfondimento pubblicato nella nostra newsletter.
La biodiversità in Madagascar
La foresta di Vohidahy è ricca di biodiversità: ospita infatti tra le 80 e le 120 specie arboree autoctone per ettaro, nonché numerosi animali, tra cui lemuri, cinghiali e il “fosa”, il carnivoro più grande del Madagascar. Tuttavia, questa biodiversità è minacciata da pratiche illegali come il già nominato “tavy” che fornisce alla popolazioni terreni per l’agricoltura, la ricerca d’oro, e la raccolta di legno di palissandro e pepe selvatico.
“Ogni giorno la foresta subisce attacchi ed è in pericolo da tutte queste attività illegali non riconosciute dalla legge malgascia” raccontano i referenti dell’organizzazione, fondata nel 2012 dall’italiano Nicola Gandolfi.

La foresta di Vohidahy. Fotografia di Sara Segantin
Il nostro supporto al progetto
Grazie alla donazione fatta a nome di Fa’ la cosa giusta!, del valore di 5.000 euro, nel mese di aprile sono stati organizzati due giornate di formazione con il supporto di tecnici e guardie forestali di Ambositra. Questi incontri hanno fornito ai custodi della foresta competenze legislative e tecniche per svolgere efficacemente il loro lavoro, inclusi controlli e arresti.
“Abbiamo fornito alcuni strumenti indispensabili per il loro lavoro come quaderni, biro, impermeabili, sandali e tesserini di riconoscimento” raccontano, sottolineando così l’importanza del supporto materiale per l’efficacia delle operazioni di sensibilizzazione rivolte agli abitanti della foresta e di monitoraggio del suo stato di salute.
Le attività di pattugliamento e sensibilizzazione hanno già portato a risultati concreti. Sono stati fermati boscaioli illegali e identificati vari illeciti, tra cui una nuova miniera d’oro ad Ankasina e diversi casi di “tavy”.
“Una lotta da condurre giorno per giorno, una lotta che non ha fine” la definisce Tsiry Parma, che ha presentato le sue attività alla ventesima edizione di Fa’ la cosa giusta! affidando alla giovane malgascia Miharisoa Rakotovao, coinvolta anche in un incontro molto partecipato con l’attore comico e attivista Giovanni Storti e la scrittrice Sara Segantin, il racconto dell’esperienza in atto a Vohidahy.
I prossimi passi
Nei prossimi mesi, il progetto prevede nuove missioni di controllo e sensibilizzazione.
A settembre è prevista inoltre una speciale cerimonia in cui il corpo forestale di Ambositra rinnoverà ancora per 10 anni la concessione di custodia della foresta alle comunità locali.
“Ci aspetta ancora tanto lavoro: la foresta non può essere lasciata sola, perché ci sarà sempre qualcuno che se ne vorrà appropriare o la vorrà tagliare” conclude Tsiry Parma.
Questo progetto rappresenta un passo importante verso la conservazione delle foreste del Madagascar, promuovendo al contempo la consapevolezza e la partecipazione della comunità locale nella tutela del loro ambiente naturale, per preservarlo dal land grabbing. Tsiry Parma non si occupa solo di agroforestazione: sanità, infrastrutture, scuole e alfabetizzazione contribuiscono nel complesso al recupero ambientale dell’isola.

