Violenza sulle donne: quando il #tuttiacasa diventa un incubo

La Casa delle donne maltrattate di Milano (Cadmi) riceve ogni anno circa 800 nuove richieste di aiuto telefoniche. In queste settimane di epidemia da coronavirus si sono quasi azzerate. Drastica riduzione delle chiamate anche ai centri antiviolenza della Fondazione Somaschi di Milano e hinterland, così come alla Casa delle donne di Bologna.
Le telefonate al numero nazionale antiviolenza e stalking “1522” sono scese del 55% nelle prime due settimane di marzo: da 1.104 dello stesso periodo dell’anno scorso a 496. Perché? C’è meno violenza? No. La realtà è drammatica: con la convivenza forzata in casa h24 per l’epidemia da coronavirus, le donne (e i figli) rischiano ancora di più. Ma ora è più difficile chiedere aiuto, perché sono sempre controllate dal partner o dal padre o dal parente violento.

Il numero unico nazionale e la campagna dei centri antiviolenza nei giorni del coronavirus

Per questo motivo i centri antiviolenza in Italia e il numero unico nazionale 1522 stanno lanciando sui social network campagne per inviare sostanzialmente due messaggi.

Il primo è rivolto alle donne che stanno vivendo l’incubo: “i centri antiviolenza sono attivi, aspettano la tua chiamata, approfitta di un momento di distrazione del tuo partner (quando fa la doccia, oppure dorme…) e telefona al 1522”. Il coronavirus ha certo cambiato il modo di lavorare di operatori e volontari. Ma i numeri a cui chiedere aiuto sono attivi (e il 1522 è contattabile anche tramite l’omonima app) e in caso di bisogno i volontari sono pronti ad accogliere negli appartamenti protetti le donne che vogliono sottrarsi alla violenza domestica. La Fondazione Somaschi questa settimana ha accolto quattro donne (prima del coronavirus la media era di una alla settimana).

“Abbiamo allestito un alloggio per sistemare le donne che arrivano in questo periodo per monitorare il loro stato di salute, durante il quale vengono seguite in tutto e per tutto. Non possiamo inserirle negli altri appartamenti, c’è rischio di contagiare le altre donne ospiti. Ma ci siamo e siamo in grado di proteggere chi scappa da una situazione di violenza”.

Il secondo messaggio delle campagne social è rivolto a tutti: non fate finta di niente se avete il sospetto che nell’appartamento del vicino ci siano situazioni di violenza e maltrattamento. Chiamate le forze dell’ordine o il 1522. 


Redazione: Dario Paladini

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