In cima ai nostri buoni propositi del 2023 c’è quello di spendere meno e meglio. Ma da dove si parte per mettere in sicurezza le nostre finanze? Forse dallo smettere di vergognarci quando si parla di soldi. Abbiamo chiesto qualche consiglio ad Annalisa Monfreda, co-founder di Rame: un progetto che rompe il tabù intorno ai soldi e aiuta le persone a ricollegarli ai loro desideri.
Da dove nasce il successo di Rame?
“Ho dedicato gli ultimi tredici anni della mia vita a parlare con donne di tutte le generazioni, dalle pagine di Top Girl a quelle di Confidenze e poi di Donna Moderna, e penso che quello dei soldi sia il tema più importante in assoluto, non solo per le donne ma per la nostra società . Perché noi possiamo parlare di indipendenza, di empowerment, di autonomia… ma se non diamo gambe a queste idee non cambierà mai nulla.
Il 60% delle donne italiane fa gestire le proprie finanze ad un’altra persona, anche se lavora e ha uno stipendio. Quando sul giornale parlavamo di soldi e di educazione finanziaria, però, l’attenzione era alle stelle. Da lì l’intuizione: se il problema non fosse lo scarso interesse da parte delle donne, ma il modo in cui se ne parla?
Abbiamo provato a cambiare la narrazione, e ha funzionato. Parlando di soldi in maniera non tecnica, non paternalistica, non noiosa, ma legandoli alle emozioni e alla storia delle persone, abbiamo raggiunto tanti.
Le competenze di base che ti servono a capire come gestire i tuoi soldi non vanno oltre la quinta elementare… il segreto è legarli agli obiettivi di vita. Io non devo imparare a fare un budget per sapere come si fa, devo imparare a farlo se ho un progetto, per esempio un figlio. In questo caso ho bisogno di capire come trovare le risorse per metterlo in pratica. I nostri comportamenti sono la conseguenza della nostra storia, e il modo in cui usiamo i soldi esprime il nostro modo di stare al mondo.
Le storie che stiamo raccontando su Rame sono storie imperfette, di persone che non necessariamente i soldi li stanno gestendo bene. Magari fanno delle scelte che per tutto il mondo sono irrazionali, però hanno delle motivazioni. Una donna ha comprato un cavallo senza poterselo assolutamente permettere, però se ascolti tutta la sua storia capisci che quel cavallo ha un senso e una logica, anche finanziaria, perché la motiva a lavorare di più.
L’Italia è il paese, in Europa, con il più ampio divario di genere nelle competenze finanziarie tra uomini e donne, già a 15 anni. Ce lo ha raccontato Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria in Italia. Secondo lei nelle donne c’è un gap di confidenza e autostima, oltre che di competenze. Sono convinte di saperne di meno.
A quei pochi che ci dicono ‘eh ma le storie che raccontate sono tutte di donne’ noi rispondiamo ‘scusate, ma fino ad oggi nessuno ha detto che Il Sole 24 Ore è un giornale dove si raccontano solo storie di uomini’… possiamo iniziare a dire che le storie di donne sono storie per tutti?“

