Nel cuore della Ghisolfa, periferia nord-ovest di Milano, c’è una scuola con un tetto costruito 100 anni fa e mai sostituito. È datato 1927, anno in cui aprì una scuola progettata da una donna, pedagogista e maestra visionaria, Giuseppina Pizzigoni, dove i figli della classe operaia e contadina potevano “imparare facendo” ciò che altrove si studiava sui libri. Un luogo magico, che si imprime nel cuore di chi lo vive: lo racconta bene il documentario “La mia scuola – un anno alla Rinnovata Pizzigoni” di Renata Tardani.

Oggi lo spirito della Pizzigoni si è diffuso, coinvolgendo gli altri plessi dell’istituto. Intorno alla scuola primaria “Dante Alighieri”, alla media “Puecher” e all’adiacente liceo scientifico “Piero Bottoni” è nato un campus educativo racchiuso da quattro vie, che accoglie e accompagna bambine e bambini dall’infanzia alla maturità e ora vorrebbe anche liberarli dal traffico delle auto, affinché possano spostarsi e giocare liberamente in quest’oasi immersa nel verde.

Una nostra collega che ha frequentato l’istituto da bambina ne conserva il ricordo come una cosa cara. Racconta degli asinelli Gigia e Liquerizia, ricorda il mosto fatto spremendo gli acini con i piedi, ci canta parola per parola l’inno della scuola. Una scuola che, come tutte le altre scuole del mondo, è fatta dai suoi maestri. Noemi Morrone è una di loro. Sorriso contagioso, un approccio non convenzionale all’educazione, un’esperienza come insegnante in carcere alle spalle, per i colleghi è colei che “trova i fondi per la scuola”.

L’ultimo progetto in cui si è lanciata anima e corpo però ha qualcosa in più: non è mai stato fatto prima. Ce lo racconta insieme a Mauro Mussin, sustainability manager per ARPA Lombardia ma soprattutto ex alunno della Rinnovata. Sono stati loro, insieme a un altro gruppetto di colleghi, ad avere l’idea di far nascere, a partire dalla scuola, una comunità energetica rinnovabile (Cer) che si allarga al territorio e alle famiglie che lo abitano.

La Rinnovata Pizzigoni punta a trasmettere l’energia che circola dentro la scuola alla comunità, rendendola davvero educante nella misura in cui riesce a rimettersi al centro, diventando motore di cambiamento.

Un progetto ad alto impatto educativo e ambientale e non un’operazione puramente commerciale, “perché la giustizia energetica è giustizia sociale” spiega Noemi.

Questo è un estratto dalla nostra nuova newsletter, La storia giusta.

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